Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Andrea Pigorini: l’uomo che… pensa “profondo”

Intervista in esclusiva ad Andrea Pigorini, Presidente della SIG - Società Italiana Gallerie e Responsabile Ingegneria delle Infrastrutture di Italferr SpA

sfondo intervista

Anche per questo, abbiamo ritenuto che la visita tecnica ai cantieri del tunnel di base del Brennero che a Maggio 2019 saranno nel pieno della loro operatività, rappresenti un plus importante (NdR: la visita è programmata il 9 Maggio con partenza da Napoli con il Frecciargento delle ore 7.00 del mattino e arrivo a Bolzano alle 13.00)”.

Prima di chiudere l’incontro chiediamo se riesca a trovare il tempo libero da dedicare a qualche hobby. Ci risponde che di sport ne pratica tanto, spaziando dal tennis, allo sci, fino allo sci d’acqua e, ovviamente, la bicicletta.

Giungiamo così all’ultima domanda di un’intervista che ci ha dato molto dal punto di vista umano, oltre che – ovviamente – professionale…

“S&A”: “Alla luce anche del suo ruolo di Responsabile Ingegneria delle Infrastrutture di Italferr SpA (che ha introdotto da anni la metodologia BIM nella propria attività progettuale), quali sono le sue impressioni riguardo al processo di digitalizzazione nel mondo delle costruzioni infrastrutturali?”.

“AP”: “Il BIM rappresenta una vera e propria rivoluzione nel modo di progettare, realizzare e manutenere opere infrastrutturali anche di grandi dimensioni, come quelle ferroviarie. Uno di quei passaggi che marcano il cambio generazionale del modo di progettare e lavorare degli ingegneri (come lo è stato il passaggio dalla china e dal tavolo da disegno all’Autocad).

Nel campo della progettazione le prime applicazioni hanno riguardato opere verticali ma in Italferr l’Infrastructure-Building Information Modeling (I-BIM), si è rapidamente sviluppato grazie agli indubbi vantaggi in termini di integrazione del progetto (e dei Progettisti), di efficienza e di qualità finale del progetto.

La modellazione parametrica del solido infrastrutturale che contiene tutte le informazioni e i dati ingegneristici (tecnici e di computo metrico estimativo) collegati e la possibilità di integrare “il gemello digitale” con il modello digitale del terreno e del sottosuolo modellato con le proprie caratteristiche geotecniche, permette una efficace gestione integrata dello sviluppo del progetto e delle sue modifiche e consente di rendere efficace la comunicazione verso Progettisti, Società coinvolte e Stakeholder, aiutando anche in particolare i non Tecnici a comprendere il progetto e il suo inserimento nel territorio.

Ma è nella fase realizzativa e nella successiva gestione degli asset che secondo me il BIM è ancora più efficace. Nella fase realizzativa il “gemello digitale” può efficacemente essere arricchito e implementato con i dati costruttivi “as built” (si pensi non solo ai dati geometrici ma anche ai dati di monitoraggio e di informazioni “geo”), condiviso e posto alla base delle relazioni tra Direzione Lavori, Appaltatore e Progettista, facilitando la trasparenza e l’oggettività dei dati e delle misurazioni.

In fase di “operation”, sfruttando le implementazioni in termini di diagnostica preventiva, di monitoraggio real time con sensori a fibra ottica, di manutenzione programmata mediante piattaforme predittive basate sui big data, l’I-BIM può permettere di tenere efficacemente sotto controllo l’infrastruttura, fornendo alert predittivi utili a intercettare per tempo situazioni di criticità e permettendo una riduzione dei costi di manutenzione”.