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Il Punto di Vista: “TAV e TEM per riprendere a crescere”

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L’Italia vive da dieci anni in una situazione molto grave per quanto riguarda le infrastrutture, che sono fondamentali per essere competitivi a livello mondiale oltre ad essere opere decisive per far ripartire l’economia.

La risposta dell’economia italiana alla durissima crisi che attanaglia il Paese dal 2008, risposta ancora precaria e insufficiente, è stata principalmente la crescita degli scambi internazionali di persone e merci.
In tal senso, le Alpi sono una straordinaria risorsa ambientale e culturale ma, dal punto di vista degli scambi, sono una sorta di “cintura di castità” dell’Italia che – come diceva Cavour – è un’isola circondata per tre lati dal mare e per il quarto dalle Alpi.

Ho definito il Brennero “la porta d’Italia”: infatti, è di gran lunga il primo valico per volumi e serve un traffico superiore a quello totale dei valichi Italia-Francia e Italia-Svizzera.

Oggi, la A22 svolge un ruolo fondamentale per l’intero Paese e per la UE, essendo parte fondamentale del corridoio Scandinavo-Mediterraneo, ma è oggettivamente ai limiti della
sua capacità ambientale e funzionale. Così come è importante a oltre 150 anni dal primo scavo rilanciare il Frejus.

Se gli scambi commerciali con l’Europa Nord orientale continueranno a crescere nel futuro, come è fortemente auspicabile, c’è bisogno di una ulteriore capacità di trasporto e la risposta è nelle reti transeuropee, il tunnel di base del Brennero e il progetto di collegamento del treno merci europeo (TEM) e dell’Alta Velocità europea (TAV) attraverso questo asse (ferroviario e autostradale).

La scelta strategica della UE è stata quella di affidare alla ferrovia la integrazione dei mercati e dei cittadini europei. L’Italia sta investendo molto sulle ferrovie e i porti per completare la rete nazionale coerentemente con il programma europeo.

Oggi sono attivi cantieri sul tunnel di base del Brennero, sui collegamenti ferroviari TEM lungo il Tirreno e l’Adriatico, sui raccordi ferroviari degli interporti lombardi e veneti e sui principali porti, per un totale di circa 8,5 miliardi. Ma non bastano.

Investimenti molto importanti per oltre 8 miliardi di Euro sono disponibili all’interno del contratto di programma di RFI e c’è veramente da augurarsi che tutte le risorse disponibili si trasformino in infrastrutture al più presto e si trovino quelle ancora necessarie per completare il sistema dei Corridoi TEN e per evitare che le Alpi diventino un freno allo sviluppo economico del Paese.