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Il Punto di Vista: “Il nuovo modello di sviluppo ecosostenibile deve partire dalla prevenzione dei rischi ambientali”

Arcangelo Francesco Violo, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi

Prevenzione

È ormai universalmente riconosciuto che le calamità naturali – che periodicamente colpiscono il Paese – sono determinate da fattori naturali, alcuni imprevedibili come i terremoti e altri che la scienza ha consentito di poter prevedere, come gli eventi indotti dai cambiamenti climatici – frane, alluvioni, erosioni costiere, ecc. -; tutti fenomeni che, spesso, provocano ingenti danni economici e soprattutto molte vittime. Per quanto riguarda le infrastrutture, il tema della prevenzione e l’esigenza di programmare condizioni di maggiore sicurezza dovrebbero essere degli obiettivi primari per qualsiasi Governo, ancor più se tutto ciò proviene da precisi moniti del Parlamento Europeo.

Ecco, quindi, che gli interventi non strutturali di accertamento e verifica delle cosiddette “condizioni al contorno”, prima dell’attuazione degli interventi, diventano fondamentali quando si tratta di manutenzione straordinaria di strade e autostrade, ma anche di ponti, viadotti e gallerie ad esse relative.

La storia ci insegna che il costo degli interventi post emergenziali nel nostro Paese può arrivare ad essere fino a dieci volte il loro valore se non vengono realizzati considerando, in via preventiva, le condizioni di sicurezza e gli aspetti di pericolosità dell’ambiente naturale.

Pertanto, la strada obbligata è quella di investire nella prevenzione, perché non solo riesce a dare un quadro esaustivo delle pericolosità ambientali presenti in una determinata area, ma una volta definiti e quantificati, gli interventi sia di messa in sicurezza che di nuova realizzazione possono contare su una riduzione sensibile dei rischi.

La Missione 3 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Infrastrutture per una mobilità sostenibile), che pone tra i suoi obiettivi generali la sicurezza delle arterie stradali, dei ponti e viadotti, purtroppo non tiene conto, nella dovuta considerazione, della necessità di investigare le ragioni di alcune loro fragilità, che vanno ricercate attraverso indagini mirate e valutazioni nell’ambito territoriale significativo dell’infrastruttura, in modo da evidenziare le pericolosità e accertare di conseguenza i rischi.

L’auspicio, per una reale resilienza, è la creazione di un nuovo modello di sviluppo che consideri quanto si “guadagna” intervenendo ed attivando una politica di prevenzione dei rischi ambientali, geologici e naturali; un obiettivo che porta tra l’altro alla considerazione che il rilancio dell’economia del Paese passa anche attraverso la valorizzazione dei Liberi Professionisti tecnici, determinando in tal modo nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i più giovani.

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