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L’importanza della verifica e della validazione di progetto nelle opere pubbliche

Abbiamo intervistato il Dott. Alessandro Pandolfi, Direttore Tecnico e Legale Rappresentante del Gruppo Pro Iter, e l’Ing. Mauro Moroni, Responsabile Tecnico dell’Organismo di ispezione della Società, l’unico di tipo C accreditato insieme a quello del Politecnico di Milano

sfondo proiter
“S&A”: “Il terreno di scontro tra gli Organismi di “tipo C” e quelli di “tipo A” è quindi quello dell’indipendenza?”.

“MM”: “Sì, ma credo si debba andare oltre le affermazioni fatte a scopi commerciali. Certamente l’Organismo di “tipo C” deve darsi regole chiare e rigide per garantire la propria indipendenza e quelle regole devono essere anche facilmente applicabili.

In primis: l’indipendenza, al di là di quella macroscopica che riguarda l’Organismo, è di fatto poi depositata anche nei singoli Ispettori. Gli Ispettori di Pro Iter sono per grandissima parte professionisti interni che hanno un rapporto esclusivo con la Società e quindi a Pro Iter risulta molto semplice verificare l’assenza di conflitto di interessi.

Gli Organismi di “tipo A”, per prassi storicamente consolidata, hanno al contrario pochissimo personale tecnico ispettivo interno e lo reperiscono al bisogno sul mercato delle professioni.

Questo li mette a rischio di una mancanza di indipendenza microscopica, ma sostanziale, che è quella del singolo ispettore, rispetto al quale è per loro difficilissimo accertare e garantire che non sia in conflitto di interessi in relazione al Progettista verificato o alla Stazione Appaltante.

In conclusione, quindi, l’Organismo di “tipo C” potrebbe ignorare un potenziale conflitto di interesse, ma solo in modo assolutamente consapevole, mentre invece quello di “tipo A” potrebbe incorrere in tale errore anche in modo del tutto inconsapevole, perché i principi di imparzialità e indipendenza diventano impossibili da controllare per ogni singolo ispettore che opera in totale autonomia e per clienti differenti, sia in qualità di Progettista che di ispettore. Come si dice: il diavolo sta nei dettagli…”.

“S&A”: “Sì, ma i Tecnici che oggi progettano, domani ispezionano. Non è così?”.

“MM”: “Certo che è così, e per fortuna! I tecnici di Pro Iter – come tanti altri di tante valide Società di ingegneria italiane – sono bravi verificatori perché sono bravi Progettisti e bravi Direttori dei Lavori.

Sanno come deve essere elaborato un progetto di qualità che riduca il rischio di perizie, riserve e contenzioso con i costruttori, sanno quali sono i controlli da svolgere per accertarsi che tutto funzioni e, allo stesso modo in cui applicano al proprio operato questa logica di autocontrollo consolidata da decenni di pratica, lo faranno anche su progetti altrui.

Con rispetto del lavoro di colleghi, ma anche con la finalità di garantire al Cliente che il progetto verificato ne soddisfi tutti i requisiti tecnici, economici e amministrativi. Se così non fosse, i principi di integrità, imparzialità e indipendenza che significato avrebbero?”.