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L’importanza della verifica e della validazione di progetto nelle opere pubbliche

Abbiamo intervistato il Dott. Alessandro Pandolfi, Direttore Tecnico e Legale Rappresentante del Gruppo Pro Iter, e l’Ing. Mauro Moroni, Responsabile Tecnico dell’Organismo di ispezione della Società, l’unico di tipo C accreditato insieme a quello del Politecnico di Milano

sfondo proiter
“S&A”: “Perché ritiene importante recuperare i contenuti tecnici del DPR 207?”.

“MM”: “Perché negli anni in cui il DPR è stato in vigore quei contenuti tecnici hanno funzionato e hanno discriminato tra attività di verifica ben fatte e attività di verifica inutili o irrilevanti.

Tra la fine del 2011 e quella del 2014, incaricato per conto di un raggruppamento di Organismi di verifica di tipo A, ho coordinato la totalità delle verifiche dei progetti intra ed extra sito per EXPO 2015, e in quella sede l’applicazione sistematica dei contenuti tecnici del DPR 207 ha avuto un esito positivo, consentendo la conduzione di verifiche efficaci, che hanno portato a progetti consistenti e che sono stati realizzati in tempi certi e con costi sostanzialmente coincidenti con quelli preventivati in sede progettuale”.

“S&A”: “Se però la situazione è quella che ci ha descritto, chi ha interesse a opporsi a un regolamento tecnico che può portare reali benefici?”.

“MM”: “Le risponderò così: chi questi benefici non li percepisce e ne percepisce solo il costo! Le faccio un esempio che spero aiuti a fare chiarezza. Uno degli elementi dell’art. 53 del DPR 207 richiede che il verificatore accerti la congruità di tutti i prezzi unitari del computo metrico, la coerenza tra le descrizioni delle voci di lavoro del computo e quelle della parte tecnica del Capitolato d’appalto, e la riconducibilità bidirezionale di tutte le voci di computo/Capitolato rispetto agli elaborati grafici e alle relazioni di calcolo e specialistiche. Verificare che sia così richiede due caratteristiche a mio avviso imprescindibili in un Organismo di verifica: competenza progettuale e multidisciplinarietà.

Ora, una Società di ingegneria importante e strutturata – come ce ne sono tante in Italia – è fondata esattamente su questi due pilastri professionali ed è quindi il più naturale erogatore del servizio di verifica. Nel mondo anglosassone, dove la verifica è prassi consolidata da almeno 70 anni, i verificatori – che si chiamano Indipendent Checkers – altro non sono che le stesse Società di ingegneria operanti come Progettisti per la realizzazione di opere similari”.

“S&A”: “Ma questo non farebbe venire meno la garanzia di terzietà e indipendenza del verificatore rispetto al Progettista?”.

“MM”: “Ma è proprio per questo che esistono le Norme e i meccanismi per l’accreditamento. Accredia è preposta a vigilare tramite i propri Ispettori – da cui siamo periodicamente assoggettati a verifiche sul modus operandi tecnico, gestionale e deontologico – affinché i principi di integrità, imparzialità e indipendenza siano rispettati.

Oltretutto il Codice degli Appalti prevede che, se una Società avente al proprio interno un Organismo di “tipo C” – cioè una Società autorizzata a erogare sia il servizio di progettazione sia quello di ispezione – ha partecipato o intende partecipare a una gara di servizi di ingegneria “attivi” (se è chiaro il senso della parola), per la realizzazione di una determinata opera, non possa in alcun modo candidarsi alla conduzione delle attività di verifica per la stessa opera.

Sempre secondo il Codice degli Appalti, se una Società intende candidarsi alle attività di ingegneria finalizzate alla verifica, non può farlo per nessun altro servizio, né cronologicamente precedente né successivo, riguardante lo stesso intervento”.