Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Bohinjski predor, il traforo dimenticato

La ferrovia transalpina che collega České Budějovice a Trieste è caratterizzata da due tunnel molto noti - il Tauri e il Karawanken - e da un terzo, il Bohinj, pressoché sconosciuto

sfondo boh

La Ferrovia Transalpina fu realizzata dall’Impero Austro-ungarico in alternativa alla Trieste-Vienna, gestita dall’”Imperial regia privilegiata Società delle ferrovie meridionali” (Kaiserlich königliche privilegierte Südbahngesellschaft, storicamente nota come Südbahn), una Società privata il cui capitale era composto da banche non austriache (tra cui quelle facenti capo ai Rothschild, a Talabot e ai Bastogi).

Il fine era di svincolarsi dalle onerose tariffe imposte dalla Südbahn nonché, avendo perduto Venezia nel 1866, di creare un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste – divenuto il porto più importante dell’Impero – e l’Europa Centrale.

  • Traforo
    1 boh
    Il tratto italiano della linea Trieste-Jesenice
  • Galleria
    2 boh
    Il ponte ferroviario di Salcano (Solkanski most), in primo piano davanti all’omonimo ponte stradale, è il ponte ad arcata unica in pietra più lungo del mondo
  • Transalpina
    3 boh
    Il portale meridionale del tunnel di Vintgar
  • Ferrovia
    4 boh
    La Ferrovia Transalpina in una cartina degli inizi del Novecento. In rosso la tratta Trieste-Jesenice (Assling sulla mappa). In verde l’ubicazione della galleria di Wochein, ribattezzata galleria di Piedicolle dopo la Grande Guerra e galleria di Bohinj al termine della seconda Guerra Mondiale
  • portale
    5 boh
    La Stazione di Bohinjska Bistrica, in prossimità del portale settentrionale
  • Stazione
    6 boh
    La perforatrice Siemens-Halske in una cartolina d’epoca. Un modello è conservato al Technisches Museum di Vienna
  • perforatrice
    7A boh
    Il portale settentrionale del tunnel di Bohinj nel 1906 e all’epoca del nostro sopralluogo
  • Bohinj
    7B boh
    Il portale settentrionale del tunnel di Bohinj nel 1906 e all’epoca del nostro sopralluogo
  • Giacomo Ceconi
    8 boh
    Un treno-navetta all’imbocco del portale meridionale del tunnel di Bohinj
  • Imbocco
    9 boh
    Giacomo Ceconi, un self-made man friulano

La realizzazione della Transalpina fu approvata con una Legge del 6 Giugno 1901. Di seguito analizzeremo la parte più meridionale della Transalpina, la tratta Trieste-Jesenice, altrimenti nota come Wocheinerbahn in tedesco o Bohinjska Proga in Sloveno [1].

La linea collega il Capoluogo giuliano con la località posta all’imbocco sloveno del Karawanken Tunnel via Nova Gorica e le Valli dell’Isonzo e del Baccia. 

Attraverso le Alpi Giulie

Dalla Triest Staatsbahnhof, che sostituì la stazione di Sant’Andrea e che dal 1923 è chiamata Trieste Campo Marzio, la linea con una salita fino al 2,7% raggiunge Villa Opicina per poi dirigersi verso Monrupino (Repentabor).

Attualmente, questi 15 km sono gli unici in territorio italiano, ma il tratto risulta chiuso al traffico ferroviario dall’Aprile 2014 a causa di alcuni cedimenti nei tunnel. Nell’ottica di garantire anche in caso di emergenze il transito verso il porto triestino, RFI ha intrapreso una serie di interventi per riattivare la linea (si veda “S&A” n° 135 Maggio/Giugno 2019), la cui riapertura è data per imminente mentre andiamo in stampa.