Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Posted in:

Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Alcune considerazioni sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione della Commissione Trasporti, Mobilità, Infrastrutture e Sistemi dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Il ruolo dei trasporti nella creazione di valore per i prodotti in esportazione

Come evidenziato, per sostenere le esportazioni delle Imprese è fondamentale offrire servizi di logistica e di trasporto efficienti, economici e funzionali. Secondo Eurostat, dati riferiti al 2016, solo poco più del 10% dei trasporti internazionali in Italia è operato da Imprese nazionali (in Francia meno del 10%).

Ne risulta che “il settore del trasporto su strada è causa di un rilevante disavanzo nella bilancia dei pagamenti internazionali, in forte crescita in termini assoluti fra il 2008 (–1,58 miliardi di Euro), il 2013 (–2,37 miliardi di Euro) e il 2017 (–3,27 miliardi di Euro), passando dall’essere il segmento di mercato in grado di incidere per il 30,6% del saldo negativo nel 2008 al 54,6% del 2017, a causa della continua perdita di competitività dell’autotrasporto italiano”.

Da sottolineare che l’industria della logistica e dei trasporti in Piemonte è posizionata principalmente nell’area di Torino e, secondo i dati ISTAT:

  • conta circa 3.400 Imprese (nel 2015), di cui 2.300 per il trasporto stradale delle merci (nel 2011 erano circa 7.000);
  • occupa quasi 36.000 persone, di cui 19.000 per il trasporto stradale (nel 2011 erano 47.000);
  • fattura circa 8 milioni di Euro, pari al 7% del PIL regionale.

La crisi e la concorrenza internazionale si sono abbattute pesantemente sull’industria di settore del Piemonte, in particolare nell’autotrasporto che ha visto più che dimezzarsi il numero di Imprese e occupati nel giro di pochi anni.

Ne consegue che un sistema di interscambio totalmente dipendente dalla modalità stradale oggi penalizza fortemente l’economia locale, dato che il modello di outsourcing verso Imprese ed operatori di trasporto dell’Europa Centro-orientale, che rappresentano più del 60% dei trasporti su strada effettuati in Italia, genera impatti negativi anche sull’occupazione e l’economia dei territori e rende difficile aggiungere elementi alla catena del valore della produzione nazionale.