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Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Alcune considerazioni sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione della Commissione Trasporti, Mobilità, Infrastrutture e Sistemi dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Questo modello verrebbe invece radicalmente cambiato con l’introduzione di un’offerta adeguata strada-rotaia che:

  1. potrebbe inserirsi nel flusso formato da navi giramondo che trasportano i container fra i grandi porti e trasbordano sui treni intermodali, o di scambio con i grandi Paesi europei (soprattutto Germania e Francia, Spagna e, in prospettiva, i Paesi dell’Est Europa e Asiatici);
  2. avrebbe il vantaggio di ridurre i costi della logistica e dei trasporti, con significative ricadute anche per i consumi energetici, le emissioni inquinanti e l’incidentalità;
  3. favorirebbe le Aziende locali/nazionali di trasporto su strada per i servizi di terminalizzazione “ultimo miglio” connessi a servizi di logistica innovativa.

Inoltre, in prospettiva, la tendenza dei costi del trasporto su strada nei servizi legati ad import ed export è crescente, e lo sarà ancor di più a causa di:

  1. insofferenza dei Paesi alpini (soprattutto Svizzera e Austria) verso il traffico stradale da e per l’Italia, che sta portando a continui aumenti dei pedaggi e tasse (vignette);
  2. evoluzione del mercato degli autisti che non potrà rimanere a lungo in questa situazione di continua ricerca del costo sempre più basso del personale di guida, anche nei Paesi dell’Est Europa e anche a seguito di Normative europee e nazionali sempre più stringenti sulle regole dell’autotrasporto (cabotaggio, tempi e modalità di riposo) e relativi controlli.

I costi del trasporto ferroviario tendono invece al ribasso, grazie ad efficientamenti organizzativi e tecnologici per i quali sussiste ancora, in molte situazioni, un ampio margine in funzione degli investimenti realizzati sulle infrastrutture (linee, impianti e centri intermodali).

Pertanto, l’effetto economico negativo della dipendenza dei trasporti dalla modalità stradale non può essere considerato una contingenza temporanea, ma è un dato di sistema destinato a consolidarsi e al quale occorre porre rimedio promuovendo l’intermodalità su ferrovia, su scala internazionale e con caratteristiche in linea con gli standard attuali: treni da 2.000 t, 750 m di lunghezza e 4 m di sagoma.