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Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Alcune considerazioni sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione della Commissione Trasporti, Mobilità, Infrastrutture e Sistemi dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

Le ricadute sull’economia piemontese della TAV

Le opportunità con un collegamento ferroviario efficiente sull’asse Est-Ovest

La disponibilità di una linea ferroviaria con caratteristiche di pianura per connettere la Pianura Padana, in particolare Torino, con la Valle del Rodano e l’Europa Occidentale permetterà di ottenere le condizioni per attuare un modello intermodale di trasporto delle merci che favorirà, come abbiamo descritto nei punti precedenti, la competitività delle Aziende logistiche italiane, l’allungamento della catena del valore dei prodotti nazionali, lo sviluppo di soluzioni logistiche innovative di elevata efficienza e minor costo incidente sui prodotti, la conversione a trazione elettrica o a LNG dei veicoli per la terminalizzazione e la ricollocazione di Torino e del Piemonte in una posizione non più marginale rispetto ai flussi dei traffici internazionali, considerando anche l’inserimento del nuovo terminal di Savona-Vado nelle rotte delle grandi navi portacontainer di ultima generazione.

Intorno a questa linea e riconfigurando la logica di rete in:

  1. rete lineare inter-metropolitana per le aree urbane di circa 1-2 milioni di popolazione;
  2. rete hub & spoke per il combinato e lo smistamento trenotreno sull’hub Orbassano verso Ovest e Nord nonché hub Novara verso Est e Nord troverebbero spazio infrastrutture logistiche e di interscambio (a partire dal sistema degli interporti, in particolare, SITO di Orbassano su Torino), operatori del settore della logistica, dell’organizzazione dei trasporti e dell’autotrasporto, in grado di offrire servizi, soprattutto intermodali, in linea con la qualità ed i costi previsti dal mercato delle Imprese, a loro volta interessate a investire e a localizzarsi in Piemonte, soprattutto nell’area di Torino.

Dal punto di vista dei settori industriali e commerciali, si aprirebbero nuovi scenari e opportunità, che gli operatori della logistica già presenti nel mercato piemontese sarebbero in grado di cogliere, anche perché, secondo gli studi della Commissione Europea, si prevedono crescite medie dei traffici merci nel lungo periodo di:

  • 1,5% annuo per i Paesi dell’asse TEN-T Reno-Alpi (Centro e Nord Europa, compresi i porti del Nord Europa);
  • 2,5% per gli scambi con Spagna e Francia (a forte dinamica demografica);
  • 3% per i Paesi dell’Est Europa (a forte dinamica economica) attraverso il Corridoio Mediterraneo.