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Smart Road e Smart Asphalt

I grandi Convegni internazionali dedicati alla strada e alle pavimentazioni negli ultimi anni hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla mobilità del futuro, in particolare sulla mobilità intelligente e sull’interconnessione veicolo-infrastruttura

sfondo giavarini

Come stanno nascendo le Smart Road, così dovrà essere messo a punto anche lo Smart Asphalt e dovranno essere trovate soluzioni migliorative per la manutenzione. Gli attuali sviluppi già potrebbero permettere di progettare la pavimentazione smart del futuro; anche le Amministrazioni dovranno però fare la loro parte, incoraggiando e adottando l’innovazione. L’innovazione è una idea trasformata in servizio o prodotto o metodo, che è provato essere un successo.

Qui da noi, ma anche in altri Paesi, non è incoraggiata per mancanza di sistemi di valutazione, per la lentezza della standardizzazione, per scarsa sensibilità e cultura di chi governa e amministra.  

Le nuove strategie per le strade

Uno dei pochi esempi di lungimiranza ci è dato dal piano per la evoluzione della rete stradale del Governo inglese, che ha deciso una strategia di investimenti per le strade (RIS, Road Investment Strategy) e predisposto un programma diviso in cinque fasi quinquennali, a partire dal 2015 e fino al 2040.

La prima fase (2015-2020), pressoché ultimata, è servita alla preparazione delle strategie per quelle successive (II-V). Ciò sempre tenendo presente che per l’utente inglese la qualità della superficie stradale è una top priority (no buche, no avvallamenti, no crepe, no sconnessioni).

Si è tenuto conto del progressivo sviluppo della fase progettuale e costruttiva, con una prima fase dedicata allo sviluppo di nuove tecniche e materiali, fino ad arrivare alla costruzione modulare e prefabbricata, e alla autoriparazione.

Nel lungo periodo verranno finanziate le sole strade predisposte per veicoli connessi e autonomi. Relativamente alla mobilità, si devono fin d’ora attivare nuove scelte di mobilità per arrivare a interconnessioni continue e perfette tra i vari modi integrati di trasporto.

Gli aspetti ambientali prevedono la graduale eliminazione dei motori a combustione interna (e quindi la trazione elettrica) e l’evoluzione verso sistemi e materiali biocompatibili.

Si è pensato anche alle operazioni di gestione e manutenzione della rete, che deve tendere a zero interventi sul sistema stradali. Gli ultimi stadi (soprattutto IV e V) sono molto ambiziosi e probabilmente andranno ridimensionati in corso d’opera.