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Smart Road e Smart Asphalt

I grandi Convegni internazionali dedicati alla strada e alle pavimentazioni negli ultimi anni hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla mobilità del futuro, in particolare sulla mobilità intelligente e sull’interconnessione veicolo-infrastruttura

sfondo giavarini

L’evoluzione delle pavimentazioni asfaltiche

Si è detto che gli aspetti sociali ed economici sembrano aver assunto una importanza maggiore rispetto a quelli tecnici. A livello economico, si chiede alla strada di contribuire a fornire energia, sia tramite la pavimentazione che tramite i sistemi ausiliari.

A livello sociale e ambientale, si vuole durabilità, sicurezza, meno rumore, economia di viaggio. Si auspica che la pavimentazione del futuro sia: duratura, adattabile, fornitrice di energia, riciclabile, silenziosa, autopulente, fatta con biomateriali, modulare (prefabbricata).

Alla base della durabilità c’è una seria progettazione ed esecuzione della pavimentazione, come dimostra il monitoraggio, negli USA, di alcune pavimentazioni (ben) costruite oltre 50 anni fa e ancora in buono stato. Aiuta, oggi, l’evoluzione dei materiali e delle conoscenze tecnico-scientifiche: è cambiato il concetto di miscela bituminosa, grazie all’impiego di nuovi materiali e additivi in grado di fornire migliori prestazioni e maggior durabilità.

Già da alcuni anni sono stati lanciati negli USA i perpetual pavement, basati su una rigorosa progettazione e sull’impiego di nuovi leganti e modificanti; tra questi ultimi figurano anche super-materiali ad alta resistenza e flessibilità (per esempio il grafene), prima prerogativa dell’industria elettronica e delle trasmissioni.

A livello europeo si deve citare il progetto francese DVDC (Roadway Lifespan) di IREX-Ministero Ambiente, con 37 partner comprendenti tutte le maggiori società del settore e i Travaux Publics. Trattasi di una ambiziosa ricerca sia scientifica che applicata, finalizzata alla comprensione dei meccanismi di danno delle pavimentazioni, e alla ottimizzazione e progettazione dei lavori di manutenzione.

La costruzione delle strade è spesso considerata un “conservative business” e quindi non sarà facile passare ad altre tecniche, come la prefabbricazione. Il progetto olandese dei grandi rulli di asfalto (Rollpave) predisposti per la posa del conglomerato bituminoso come fosse una moquette è rimasto al palo, ma non è abbandonato.

Sono ora sperimentati anche sistemi basati su grandi lastre di calcestruzzo cave (Mobile slab prefabbricated road) dotate all’interno di tutti i servizi richiesti dalla nuova mobilità; dopo la posa, molto rapida, le lastre vengono comunque ricoperte da uno strato di asfalto.

Tutti concordano sul fatto che la pavimentazione debba essere energy positive. Ciò può essere realizzato in due principali modalità: la prima si basa, oltre che sull’impiego di catenarie aeree, su sistemi conduttivi o induttivi al suolo, per la ricarica dei veicoli elettrici; in tal caso, l’elettricità è prodotta altrove e, quindi, solo trasmessa tramite la pavimentazione. Già esistono varie applicazioni, soprattutto per il trasporto pubblico urbano.