Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Smart Road e Smart Asphalt

I grandi Convegni internazionali dedicati alla strada e alle pavimentazioni negli ultimi anni hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla mobilità del futuro, in particolare sulla mobilità intelligente e sull’interconnessione veicolo-infrastruttura

sfondo giavarini

La seconda modalità prevede che sia la stessa pavimentazione, vero giacimento di energia rinnovabile, a produrre energia. L’energia può essere recuperata sotto forma di calore, come nel vecchio progetto olandese della Ooms (Road Energy System) o nel più recente Power Road di Eurovia; il calore viene recuperato tramite circolazione di acqua sotto l’asfalto.

Nel progetto francese WattWay, la pavimentazione produce direttamente energia elettrica; l’energia può essere impiegata per la ricarica dei vicoli elettrici o per altri scopi. Anche di questo progetto, come dei precedenti, esistono varie applicazioni sperimentali e notevoli investimenti da parte delle Società che li hanno lanciati.

Una ulteriore possibilità, ora allo studio, è quella delle cosiddette self-tempered road, in cui la pavimentazione può formare la base di un ecosistema sotterraneo drenando l’acqua piovana che fluisce, purificata su un letto di ghiaia, in un serbatoio sotterraneo.

Da qui l’acqua è prelevata mediante tubi sotterranei, come un fiume che scorre sotto la strada. Questo eco-sistema locale è quindi attivo nel contrastare il fenomeno delle isole di calore (intrappolamento del calore in estate, da parte delle pavimentazioni).

Sempre maggiore attenzione viene dedicata alla riduzione della resistenza al rotolamento degli pneumatici, per ridurre il consumo energetico e le emissioni degli autoveicoli: insieme agli pneumatici, anche la qualità della superficie stradale è importante.

Fortunatamente i fattori che influenzano la resistenza al rotolamento impattano anche sul rumore e quindi si possono risolvere insieme i due problemi. Un approfondito studio è stato fatto dalla Direzione danese delle strade, secondo la quale le nuove pavimentazioni dovrebbero essere costruite con lo scopo di ridurre la resistenza al rotolamento: la riduzione di emissioni di CO2 così ottenibile sarebbe competitiva con altre azioni per la riduzione di questo gas serra.

Ovviamente, anche in questo caso tutto è vanificato se non viene applicata una corretta strategia di manutenzione. Il riciclo delle pavimentazioni asfaltiche è ormai una prassi comune e una necessità, visto che nel mondo esistono almeno 18 milioni di km di strade asfaltate: si stima che ogni anno si debbano riabilitare almeno 1 milione di km di strade.

Molti degli attuali studi tendono a soprattutto a verificare e migliorare l’efficacia degli additivi (rigeneranti) che ripristinano le proprietà dell’asfalto. Nell’ambito del grande programma europeo Infravation, che coinvolge 11 Paesi, tra cui gli Stati Uniti, sono stati finanziati nove progetti: due di essi (Alterpave e BioRePavation) sono dedicati allo studio dei rigeneranti.