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Le potenzialità del BIM applicate alla progettazione delle infrastrutture viarie

Una prima applicazione della metodologia BIM nell’ambito di una esercitazione sulla progettazione di una infrastruttura viaria nel Corso di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università degli Studi Roma Tre

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In questa fase, infatti, si è cercato di inserire quante più informazioni possibili, anche in base al livello di dettaglio considerato, per avere un modello che meglio rappresenti le reali condizioni del sito di interesse sia dal punto di vista amministrativo, che da quello ambientale, che geologico. In questo modo si può tentare di ridurre al minimo i successivi interventi di modifica progettuale in corso d’opera.

Il processo ha a questo punto necessitato una digitalizzazione della cartografia di base, in maniera tale da poter georeferire le carte e creare una superficie tridimensionale, base su cui si è fondato il resto del progetto. 

Le verifiche tecniche dei tracciati con il BIM

La geometrizzazione del tracciato di progetto, poi, avviene in modo concettualmente diverso rispetto all’ormai desueto CAD, questo perché qui il tracciato non è più rappresentabile come un insieme di linee e archi di cerchio ma è un “oggetto”; i software BIM riescono infatti a riconoscere questo oggetto (tracciato) e sono capaci di effettuarvi delle verifiche tecniche, anche grazie alla Normativa di settore implementabile nel processo.

Questi software permettono ormai una visualizzazione sempre più realistica del contesto territoriale usando dati CAD, GIS e BIM, nei formati più diffusi, compresi i dati geografici Open e anche grazie al cosiddetto “draping” delle ortofoto sulla superficie 3D. Aggiungendo poi ulteriori oggetti quali case, edifici e tutto quello che è realmente presente nell’area interessata si potrà effettivamente visualizzare il vero impatto, anche visivo, dell’opera nel territorio in un modo impensabile fino a pochi anni fa.