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Le potenzialità del BIM applicate alla progettazione delle infrastrutture viarie

Una prima applicazione della metodologia BIM nell’ambito di una esercitazione sulla progettazione di una infrastruttura viaria nel Corso di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università degli Studi Roma Tre

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Inoltre il confronto tra un processo tradizionale e un processo BIM ci mostra come il BIM sposti la maggior parte del lavoro nelle fasi iniziali della progettazione, ovvero quella ottimale per analizzare approfonditamente le problematiche progettuali, apportare le eventuali modifiche alle diverse soluzioni paventate, ottenendo così migliori risultati e riuscendo al contempo a contenere i costi nelle fasi successive.

Con l’avvento del BIM, e l’eventuale sua applicazione alle infrastrutture, sembra esserci finalmente la disponibilità di uno strumento capace di creare virtualmente il primo prototipo e di verificarlo in tutte le sue fasi, dalla progettazione, alla sua messa in opera, dalle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, fino al suo smantellamento.

La fattibilità tecnico-economica

Più nel dettaglio, questa prima applicazione è stata condotta nell’ipotesi di voler provvedere ad una progettazione in prima analisi, a livello di “fattibilità tecnico-economica” e successivamente a livello “definitiva” di una infrastruttura di trasporto stradale di categoria C1.

Per gli scopi prefissati, è stato ovviamente necessario trascurare alcuni aspetti progettuali che saranno oggetto di implementazioni future. Descrivendo sommariamente lo schema utilizzato in questa prima applicazione, il primo step ha riguardato la costruzione del modello ante operam; questo potrebbe apparire un passaggio aggiuntivo rispetto alla progettazione tradizionale ma è necessario, in quanto grazie a questo si ottengono numerosi vantaggi tipici del BIM.