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Raffaele Mauro: l’uomo che… diffonde cultura

Intervista a Raffaele Mauro, Presidente della Società Italiana di Infrastrutture Viarie (SIIV)

Anche questa volta abbiamo fatto le cose in grande: destinazione Trento, per entrare nel mondo della Società Italiana di Infrastrutture Viarie (SIIV) direttamente dalla porta principale. Della città avevamo ricordi anche lontani, dovuti per lo più alla storia dell’arte che evidenziavano le straordinarie chiese quali San Lorenzo e il Duomo per lo stile prettamente romanico, San Pietro con la sua facciata gotica e la rinascimentale Santa Maria Maggiore. Peraltro, alle rimembranze scolastiche si associa la recente cronaca sportiva che fa riecheggiare il nome della città, visto che per la prima volta nella storia, nel momento in cui scriviamo, l’Aquila Trento sta disputando la finale per il titolo nazionale di basket.

  • Il Prof. Raffaele Mauro, Presidente della SIIV, durante un Seminario inerente l’evoluzione dei diversi sistemi di trasporto e la progettazione delle strade
    Il Prof. Raffaele Mauro, Presidente della SIIV, durante un Seminario inerente l’evoluzione dei diversi sistemi di trasporto e la progettazione delle strade
    Il Prof. Raffaele Mauro, Presidente della SIIV, durante un Seminario inerente l’evoluzione dei diversi sistemi di trasporto e la progettazione delle strade

Prima di andare a svolgere il nostro compito siamo passati a vedere il Castello del Buonconsiglio, già residenza di Principesse e Vescovi e attualmente museo del Risorgimento. La città è straordinaria e ti fa sentire subito un ospite più che un turista o, peggio, un giornalista… Arriviamo all’Università, famosa per essere stata la prima sede nazionale ad avere istituito una Facoltà di Sociologia e ci rechiamo al terzo piano del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica.

Veniamo fatti entrare in un ufficio luminoso da cui si gode una bella vista. Usiamo le parole del Professore, che ci lavora da oltre 20 anni e ne parla come un innamorato. Una vista su un magnifico parco che circonda il Dipartimento, il quale ha sede in un edificio che era un vecchio sanatorio poi bislaccamente riattato a immobile universitario. È un parco ben tenuto e che predilige nella bella stagione più che d’inverno poiché, quando innevato, trasmette la sensazione che “il tempo sia fermo e che il silenzio si sia ormai impadronito permanentemente di tutto”.