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Anche per le buche esiste un rimedio

L’utilizzo di un legante di origine vegetale, prodotto e commercializzato da Iterchimica: è l’additivo Iterlene ACF 1000 HP Green e rende possibile l’utilizzo del 100% di materiale fresato per qualunque intervento di manutenzione

sfondo iterchimica

Per l’applicazione è sufficiente un semplice miscelatore, ad esempio una benna miscelatrice applicata su una minipala, nella quale vengono mescolati per qualche minuto il RAP e la miscela additiva. Segue la messa in opera fatta con vari mezzi a seconda dell’entità del lavoro (dalla semplice pala per singole buche, alla vibrofinitrice per rappezzi estesi) e una leggera compattazione, talvolta non necessaria per lavori ridotti. Dopo pochi minuti dall’applicazione la strada può essere riaperta al traffico.

Per le prove di prequalifica, sviluppate da Iterchimica per alcuni Clienti, il RAP è stato frantumato e vagliato per avere una dimensione massima dei granuli pari a 12,5 mm e successivamente additivato con l’1% di cemento Portland e Iterlene ACF 1000 HP Green. La valutazione della miscela è effettuata variando il contenuto di ACF e di umidità.

Nello specifico per uno degli studi svolti, il conglomerato bituminoso di recupero era caratterizzato da un tenore medio di bitume pari al 4,78% sul peso degli aggregati e da una umidità media in cumulo pari al 5,5%. Utilizzato in tutti i mix design, il cemento è servito a contrastare l’umidità del materiale fresato e ad incrementare le prestazioni meccaniche nel breve periodo. La sua percentuale è stata mantenuta fissa nella prima serie di prove in cui l’umidità del materiale fresato era il 4% per tutti i provini.

I valori della stabilità Marshall e della trazione indiretta sono direttamente proporzionali al tenore di ACF impiegato fino a un contenuto del 3% di additivo, per poi restare pressoché costanti o diminuire: il valore ottimale dell’additivazione risulta quindi essere pari al 3%. Si noti che tutti i valori sono comunque ampiamente al di sopra di quelli minimi fissati nelle Norme Tecniche adottate dal Comune di Milano (4 kN e 50 kPa rispettivamente, per Stabilità Marshall e ITS).

L’umidità del fresato rappresenta un elemento negativo che porta alla riduzione delle performance della miscela. Basandosi sulla quantità di ACF ritenuta ottimale del 3%, sono state eseguite delle prove variando il contenuto di umidità dal 4,0% al 7,5%, a parità di dosaggio di cemento. L’incremento dell’umidità comporta una riduzione della stabilità Marshall e della trazione indiretta, che si avvicinano ai limiti minimi fissati nelle Norme tecniche del Comune di Milano.

Nel caso della miscela con il 4% di umidità, l’aggiunta del cemento conferisce prestazioni meccaniche elevate alla miscela ma allo stesso tempo comporta una minore resistenza alla prova Cantabro, dovuta all’elevata rigidezza.

In conclusione, è di fondamentale importanza determinare il dosaggio ottimale di ACF, onde evitare un sovradosaggio che comporterebbe il peggioramento delle caratteristiche meccaniche come per il bitume tradizionale: per fare ciò, si è rivelata molto selettiva la prova Cantabro, in virtù del suo valore soglia del 10%.