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La sistemazione del versante in frana a monte della galleria del Bocco

L’intervento relativo alla sistemazione di un ampio versante in frana a monte della galleria del Bocco, nell’ambito dei lavori di ammodernamento della S.S. 63 “del Valico del Cerreto”, all’altezza dell’abitato di Bocco, in comune di Casina (RE)

sfondo anas

Trincee drenanti realizzate con diaframmi in calcestruzzo alveolare

L’asse centrale di drenaggio dei versanti interessati dai dissesti franosi è stato realizzato, come detto, tramite diaframmi drenanti in calcestruzzo alveolare ad elevata permeabilità.

In corso di esecuzione, dal momento che il substrato roccioso (nel caso specifico costituito dal flysch di Monte Cassio o dal complesso delle Marne di Antognola) è stato riscontrato ad una profondità leggermente inferiore rispetto a quella prevista, la tecnica tipica di realizzazione dei diaframmi (che avrebbe permesso l’esecuzione di scavi più profondi) è stata sostituita dall’esecuzione di uno scavo a sezione obbligata, non mutando, in ogni caso la natura dell’intervento.

Ciò ha comunque permesso di drenare le acque di falda in corrispondenza della superficie di scivolamento, che dai dati inclinometrici era risultata posizionata a una profondità compresa tra i 1,5 e 7,5 m dal piano di campagna.

Il riempimento delle trincee è avvenuto, come detto, con calcestruzzo alveolare la cui permeabilità è >10-2 m/s (notevolmente maggiore di quella complessiva del corpo di frana che era risultata di circa 10-7-10-8 m/s) e con resistenza a compressione che raggiunge i 20 MPa.

Le trincee con elementi drenanti pre-assemblati

La tecnologia ha consentito di utilizzare come corpo drenante un pannello pre-assemblato in sostituzione dell’usuale materiale inerte, in grado di evacuare elevate quantità d’acqua in considerazione dell’alta percentuale di vuoti del nucleo e di filtri a elevata permeabilità e a basso intasamento.

L’elemento pre-assemblato, in sintesi, è costituito da un involucro scatolare in rete metallica a doppia torsione rivestito con geotessile tessuto e riempito in ciottoli di polistirolo non riciclato, da utilizzare con funzione di drenaggio. L’utilizzo di questi elementi drenanti in sostituzione delle classiche trincee in ghiaia ha permesso di rendere le fasi esecutive, di trasporto e posa più rapide e ha ridotto i rischi per le maestranze che non hanno dovuto calarsi all’interno dello scavo per la posa dei manufatti o per il collegamento del tubo al piede.

Le acque drenate attraverso il sistema di trincee drenanti sono state poi convogliate verso il torrente Crostolo, che scorre a valle delle due aree in frana in direzione pressoché ortogonale alla direzione dei movimenti franosi, dove già naturalmente scaricavano le acque che scorrevano all’interno del pendio.