Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Interventi per la sicurezza degli attraversamenti pedonali

L’incidentalità stradale con coinvolgimento di pedoni rappresenta un tema ampiamente trattato nella letteratura tecnica e approfondito negli studi mirati al miglioramento della sicurezza stradale

sfondo uni fi

Il numero di pedoni morti nei Paesi appartenenti all’OECD – Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico ha raggiunto nel 2016 il 24% dei morti totali in incidenti stradali, per raggiungere, insieme alle altre categorie di utenti vulnerabili della strada (ciclisti e motociclisti) oltre il 50% dei numero totale di morti sulla strada [1].

Il Road Safety Annual Report 2018 dell’OECD evidenzia un andamento altalenante degli incidenti con coinvolgimento di pedoni. A fronte di una riduzione media di circa il ─12,5% dei pedoni morti in incidenti stradali registrata tra il 2010 e il 2016 nelle nazioni aderenti all’OECD, ben sette Paesi su 30 hanno mostrato un incremento del numero delle vittime, tra cui spiccano gli Stati Uniti con un incremento di oltre il 39%.

  • pedoni
    16 uni fi
    Il numero di pedoni morti nei Paesi appartenenti all’OECD - Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico ha raggiunto nel 2016 il 24% dei morti totali in incidenti stradali, per raggiungere, insieme alle altre categorie di utenti vulnerabili della strada (ciclisti e motociclisti) oltre il 50% dei numero totale di morti sulla strada
  • velocità
    2A uni fi
    Le curve di rischio: quella proposta da Rosen e Sander per il rischio di morte
  • rischio
    2B uni fi
    Le curve di rischio: quella proposta da Tefft per il rischio di lesioni gravi
  • Tefft
    3 uni fi
    La variazione della distanza di arresto tra 40 km/ora e 50 km/ora
  • distanza
    4 uni fi
    Gli interventi progettuali analizzati
  • arresto
    5 uni fi
    La sezione geometrica del profilo trapezoidale
  • profilo trapezoidale
    6 uni fi
    La sezione geometrica del profilo sinusoidale
  • lesioni
    7 uni fi
    L’analisi del costo di realizzazione delle tipologie di attraversamenti pedonali presi in esame. I costi si riferiscono ad attraversamenti pedonali localizzati su strade urbane di quartiere (tipo E) aventi larghezza minima di 7 m come previsto dal DM 05/11/2001
  • Costo
    8 uni fi
    Il profilo medio di velocità in ogni configurazione analizzata
  • Attraversamento
    9 uni fi
    Il valore di Vz sull’asse dell’attraversamento pedonale nelle configurazioni analizzate
  • Intersezioni
    10 uni fi
    Il valore di θm in approccio alle differenti configurazioni analizzate
  • Road Safety Annual Report
    11 uni fi
    Le tipologie di reazione in avvicinamento agli attraversamenti pedonali
  • Parametro
    12 uni fi
    I valori del parametro SDL-A/D in approccio agli attraversamenti pedonali
  • benefici
    13 uni fi
    Le valutazioni costi-benefici per le differenti configurazioni
  • velocità
    14 uni fi
    La riduzione del rischio legata alla riduzione di velocità nelle configurazioni analizzate
  • configurazioni
    15 uni fi
    La riduzione del rischio di lesioni gravi conseguente alla riduzione di velocità nelle configurazioni analizzate
  • OECD
    1 uni fi
    Il Road Safety Annual Report 2018 dell’OECD evidenzia un andamento altalenante degli incidenti con coinvolgimento di pedoni

L’Italia si colloca all’ultimo posto tra i Paesi meritevoli di aver ridotto il numero di morti tra il 2010 e il 2016, con solo il ─3,8% [1]. In Italia, nel 2017, sono aumentati del 5,3% i pedoni morti in incidenti stradali per un numero di vittime complessivamente pari a 600, raggiungendo una percentuale sul totale di morti sulle strade prossima al 18% [2].

I pedoni rientrano nella categoria di utenti della strada definita col termine di “utenze deboli”, insieme ai ciclisti, ai conducenti di veicoli a due ruote e ai portatori di handicap; “deboli” in rapporto ai veicoli a quattro ruote, perché meno protetti rispetto a questi ultimi in occasione di situazioni di conflitto, perché più lenti nelle manovre diversive che è possibile mettere in atto per evitare il conflitto stesso e perché “disattenti” alla strada, nel senso che il principale interesse di chi cammina non è rappresentato dalla strada in sé, bensì dalle sue personali preoccupazioni e interessi.