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Bohinjski predor, il traforo dimenticato

La ferrovia transalpina che collega České Budějovice a Trieste è caratterizzata da due tunnel molto noti - il Tauri e il Karawanken - e da un terzo, il Bohinj, pressoché sconosciuto

sfondo boh

La galleria di Bohinj

Come gli altri principali tunnel della Ferrovia Transalpina (Tauri, 8.550 m e Karawanken, 7.976 m), anche il Bohinj fu progettato a canna singola ma a doppio binario (il resto della linea fu concepito a binario singolo per motivi economici).

Il progetto dell’Ing. Carl Wurmb prevedeva una galleria di 6.336 m che si snodasse con un andamento pressoché rettilineo – a eccezione di una curva verso destra al portale meridionale – tra i 525 m di altitudine del portale settentrionale di Bohinjska Bistrica e i 504 m del portale Sud di Podbrdo.

All’interno del tunnel viene raggiunta la massima altitudine della linea (534 m). Dal portale Nord i binari sono in salita dello 0,2% per 3.693 m, per poi discendere con una pendenza dell’1% per 2.643 m. La massima copertura rocciosa è di 1.000 m.

Gli scavi iniziarono dal portale settentrionale il 20 Settembre 1900, e il mese seguente da Podbrdo. Il tunnel fu realizzato secondo il metodo austriaco, a sezione parzializzata. Dapprima veniva scavato lo strozzo, attraverso il quale veniva estratto lo smarino e drenate le venute d’acqua.

A un’interdistanza di 66,5 m sulla parte superiore dello strozzo erano poi scavati dei pozzi che consentivano di realizzare il cunicolo superiore, che veniva poi allargato, collegato allo strozzo e rivestito con pietre squadrate in sezioni di 8,4 m di lunghezza.

Le forti venute d’acqua costrinsero a scavare anche un canale di drenaggio. Inizialmente l’avanzamento fu di circa 1 m al giorno, e veniva controllato con precise misure geodetiche, effettuate nelle festività quando venivano interrotti gli altri lavori.

Lo smarino era trasportato all’esterno tramite vagoncini, poi sollevati tramite un escavatore a vapore [2]. Nel Maggio 1902, quando erano stati scavati 700 m di tunnel, la direzione dei lavori venne affidata all’Imprenditore Giacomo Ceconi e alla sua Bauunternehmung G.V. Ceconi & Co., che lavorava al progetto dall’Agosto 1901.