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Testing e validazione di soluzioni di guida autonoma

Cambi di paradigma e sfide per le future omologazioni

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È evidente che un tale enorme sforzo non può essere sostenuto senza mobilitare le migliori energie  disponibili e non casualmente la recentissima Agenda europea strategica di ricerca nei trasporti (STRIA – Strategic Transportation Research and Innovation Agenda) annovera tra i propri obiettivi l’individuazione di metodologie, strumenti, procedure e infrastrutture per la omologazione dei veicoli a crescente automazione.

Perché l’Italia possa partecipare a tale processo con un ruolo non subalterno è essenziale che si doti il prima possibile di un centro di prova sperimentale, possibilmente sotto il controllo pubblico e la supervisione/direzione delle migliori eccellenze scientifiche nazionali dell’ingegneria dei trasporti, in grado di proporre e realizzare procedure di omologazione di veicoli a crescente automazione, in grado di sperimentare e innovare in campo nazionale per avere voce in capitolo in Europa e per potere poi attuare anche nel nostro Paese le procedure di omologazione che si decideranno in sede comunitaria.

La condizione di non potere costruire, o attuare, il processo di omologazione europeo sarebbe un duro colpo per la filiera automotive e manifatturiera del Paese. È evidente che lo sforzo necessario non può essere sostenuto da un solo soggetto e sarebbe auspicabile una unione di intenti di diversi soggetti pubblici e privati, del settore industriale e della ricerca, allo scopo di unire forze e condividere obiettivi nella realizzazione di un laboratorio/centro di prova nazionale.