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Materiali stabilizzati a bitume (BSM): a che punto siamo?

L’importanza di questa tematica ci ha portati a voler approfondire con uno dei più stimati Ricercatori del panorama internazionale: il Prof. Kim Jenkins

Lo scorso Giugno si è tenuta a Baveno la prima edizione del WCPAM. Tra i numerosi Relatori stranieri anche il Prof. Kim Jenkins, Accademico di spicco presso la Stellenbosch Univeristy (Sudafrica) e a molti noto come uno dei maggiori Ricercatori sul tema dei materiali stabilizzati a bitume (BSM, Bitumen Stabilized Materials). Si è presentata dunque un’ottima opportunità per fare il punto sull’argomento.

“Marco Garofalo”: “Kim, per prima cosa grazie per aver accettato l’intervista. Mi rendo conto che alcune delle domande richiederebbero molto di più di un’intervista per essere spiegate appieno; ma faccio appello anche alla tua lunga esperienza di insegnamento, che ho avuto il privilegio di sperimentare in prima persona. Penso dunque che “ce la possiamo fare”. Sei stato partecipe della ricerca sui BSM per molti anni, come vedi la tendenza delle nuove applicazioni su scala internazionale?”.

“Kim Jenkins”: “Per prima cosa, Marco, vorrei ringraziare per l’opportunità di poter discutere il ruolo che i BSM hanno nella tecnologia del recupero delle pavimentazioni e nel riciclaggio a freddo. Se si guarda alle costruzioni stradali i materiali granulari, cementati e i conglomerati bituminosi hanno costituito la spina dorsale delle nostre infrastrutture viarie per secoli.

  • Il Prof. Kim Jenkins, Accademico di spicco presso la Stellenbosch Univeristy (Sudafrica) tra i maggiori Ricercatori sul tema dei materiali stabilizzati a bitume
    Il Prof. Kim Jenkins, Accademico di spicco presso la Stellenbosch Univeristy (Sudafrica) tra i maggiori Ricercatori sul tema dei materiali stabilizzati a bitume
    Il Prof. Kim Jenkins, Professor of Civil Engineering, Sanral Chair in Pavement Engineering, Stellenbosch University

I materiali stabilizzati a bitume sono “i nuovi arrivati” sulla scena da qualche decennio. Ricercatori e Progettisti hanno fatto grandi passi avanti nel comprendere questi nuovi materiali, che non sono “né carne né pesce”. I BSM non sono né dei granulari, né dei legati a cemento e neppure dei legati a bitume. Inizialmente i BSM furono impiegati come strati di base in strade a basso o, al più, moderato traffico, talvolta posizionati negli strati più profondi di quelle con traffico maggiore. Ma questo nel tempo cambiò, quando la ricerca e la sperimentazione in laboratorio mostrarono che potevano essere adatti anche per le strade principali e le autostrade.