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Interventi sui viadotti della Strada dei Parchi

Gli eventi sismici del 2009 in Abruzzo hanno evidenziato l’elevata vulnerabilità, in fase di sisma, degli apparecchi di appoggio di gran parte dei viadotti delle Autostrade A24 e A25

In diretta dall’A24 lavori anti sismici sotto il viadotto Ciarlotta

Pubblicato da Strada dei Parchi su Venerdì 20 aprile 2018

I maggiori problemi si sono avuti sui dispositivi di appoggio mobile del tipo “a rullo e cremagliera” ovvero “a pendolo”, che hanno subito la rottura di singoli elementi, fino all’espulsione dei rulli.

I viadotti interessati dal terremoto presentano travi semplicemente appoggiate; su ogni pila sono presenti da un lato gli appoggi fissi di una campata, dall’altra gli appoggi mobili di quella limitrofa.

Con ciò, la rottura e la perdita dell’appoggio mobile hanno creato dei veri e propri scalini (anche di 20 cm) sul piano viabile. La presenza di queste irregolarità sul piano viario ha interessato oltre 250 linee di giunto e ha costituito un serio problema gestionale per garantire l’accesso delle colonne di soccorso nei giorni immediatamente seguenti il terremoto.

Non solo è stato necessario gestire il transito dei mezzi di soccorso (spesso veicoli pesanti) su viadotti con diversi “scalini” ma, in alcuni casi, l’espulsione di uno solo dei rulli della coppia degli appoggi mobili ha costretto il passaggio dei veicoli su impalcati che rimanevano in posizione solo in virtù della loro rigidezza torsionale.

L’adeguamento sismico e l’antiscalinamento

La Società Strada dei Parchi SpA ha sviluppato un programma d’investimenti complessivo finalizzato alla messa in sicurezza delle opere autostradali, attualmente in corso di definizione con il Concedente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nelle more dell’approvazione di detto programma, è stato avviato lo studio di una soluzione “tampone” che, tramite un intervento rapido e diffuso, mirasse a garantire la sicurezza minima indispensabile in attesa dei necessari interventi di adeguamento sismico.

La strada scelta è stata quella di studiare una soluzione che evitasse, in caso di sisma, la nascita degli scalini dovuti alla rottura degli appoggi di cui si è detto in precedenza.