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L’applicazione di uno specifico geocomposito per la manutenzione stradale

Un caso studio inerente lo sviluppo di nuovi materiali che consentono di incrementare l’efficacia degli interventi di ripristino facilitando le procedure operative

sfondo unirsm

Il geocomposito selezionato per i lavori di ripristino

Il geocomposito usato è stato appositamente progettato per svolgere le funzioni di rinforzo, ripartizione dei carichi e impermeabilizzazione di pavimentazioni stradali. Esso è costituito da una mescola bituminosa nella quale è integrata una griglia a base di fibra di vetro, accoppiata ad un velo di fibra di vetro di supporto.

La mescola è composta da bitume modificato con elastomeri radiali termoplastici SBS, resine idrocarboniche e compatibilizzanti sintetici con obiettivo principale di impermeabilizzare, assorbire le tensioni generate all’interfaccia degli strati e aderire perfettamente alla superficie di posa.

La griglia a base di fibra di vetro forma un’armatura imputrescibile a maglie quadrate di dimensioni 12,5×12,5 mm. Essa offre eccellenti caratteristiche meccaniche e di stabilità dimensionale. La sua funzione è quella di fornire elevata resistenza strutturale contro le tensioni indotte dal carico di traffico e la propagazione delle fessure.

Il geocomposito è fornito in rotoli e consente un’agevole e veloce posa in opera grazie alla sua maneggevolezza e proprietà autoadesive. La parte autoadesiva inferiore è protetta da un film siliconato da asportare durante la posa, mentre la faccia superiore è trattata con inerte antiaderente o velo polimerico termofusibile per consentire il transito dei mezzi da cantiere.

Ovviamente, l’adesione al supporto sottostante e al nuovo strato sovrastante raggiunge un livello ottimale grazie al calore del nuovo conglomerato bituminoso. Infine, esso è facilmente fresabile e riciclabile. Per la perfetta compartecipazione di due strisciate affiancate è inoltre prevista una fascia di sormonto adesiva protetta con film siliconato da asportare al momento della sovrapposizione.

La realizzazione del campo prova

La tratta individuata per il campo prova presentava, come dissesto più evidente, fessurazione ramificata da fatica, con grado ancor più marcato in corrispondenza di una traccia per i sottoservizi.

Tale dissesto si manifestava con una serie di spaccature interconnesse del conglomerato bituminoso e, nei punti più critici, era accompagnato da depressioni canalizzate. In generale in questi casi, la rottura si innesca a causa dell’azione ciclica del traffico, alla base del conglomerato bituminoso dove le tensioni e le deformazioni di trazione sono maggiori.