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Un ecosistema nazionale per l’erogazione dei servizi C-ITS

Un’analisi ragionata sulla strategia del MIT - presentata alla Camera dal Sottosegretario alle infrastrutture, On. Giancarlo Cancelleri - per creare le condizioni per lo sviluppo dei servizi C-ITS nell’ambito della trasformazione digitale delle infrastrutture

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  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/smart-road-digital-transformation/a-national-ecosystem-for-the-delivery-of-c-its-services/

“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta avviando la progettazione e la realizzazione di un ecosistema nazionale di servizi C-ITS, prevedendo lo sviluppo di uno o più prototipi di piattaforma aperta ed evolutiva, per l’erogazione dei servizi C-ITS validi per i diversi ambiti stradali e per le diverse utenze”: questa la dichiarazione del Sottosegretario Giancarlo Cancelleri, fatta alla Camera il 1° Ottobre 2019, in occasione della risposta a una interrogazione degli On. Grippa e Marino relativa alla trasformazione digitale delle infrastrutture stradali nazionali.

Una buona e importante notizia, che fa intravedere una strategia convincente del MIT: creare le condizioni perché il processo verso la realizzazione dei servizi C-ITS continui, limitando i possibili ritardi conseguenti al blocco del Regolamento proposto dalla Commissione e affrontando uno dei nodi principali, cioè le strutture nazionali di interazione e collaborazione tra i vari attori.

L’annuncio del Sottosegretario è poi arricchito da alcuni cenni importanti. Viene richiamato il D.M. 70 del 28 Febbraio 2018 (c.d. Decreto “Smart Road”), ricordando che i servizi C-ITS “day 1” rientrano tra i servizi obbligatori, ma si osserva che la “forte frammentazione delle responsabilità di gestione della rete stradale italiana” comporta la necessità di coordinamento.

Vengono infine fornite alcune indicazioni: “Nell’ecosistema saranno ricompresi i diversi elementi caratterizzanti, quali ad esempio una raccolta di strumenti di ausilio per la realizzazione dei suddetti servizi C-ITS sia per gli attori interessati – quale mezzo, tra l’altro, di condivisione e raccolta di informazioni – sia per l’Osservatorio tecnico per la gestione delle relative attività.

  • Digital transformation
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Tale ecosistema ospiterà i servizi realizzati dai diversi operatori, dando priorità ai servizi oggetto dei progetti pilota nazionali, e sarà neutrale rispetto alle tecnologie di comunicazione, dedicando particolare attenzione agli aspetti che richiedono regole stringenti di cooperazione tra i vari attori.

La soluzione tecnica per la piattaforma sarà scelta analizzando le numerose esperienze nazionali ed europee; quanto realizzato resterà di proprietà del MIT, che lo renderà fruibile anche in modalità riuso con modi e tempi che verranno successivamente definiti”.

La comunicazione al Parlamento, pur concisa e priva di notizie tecniche di dettaglio, permette – come si può notare anche dalle poche citazioni riportate qui sopra – di delineare le possibili caratteristiche delle iniziative e di chiarirne i contenuti.

Partiamo dalle motivazioni. Studi e sperimentazioni hanno creato, nel decennio trascorso, una base di conoscenza e di consenso sufficiente per iniziare realizzazioni su larga scala.

È pur vero che resta aperta la decisione sulla tecnologia per la comunicazione a corto raggio (sulla questione, sulla sua rilevanza nel contesto dell’architettura generale per i servizi, sugli sviluppi in corso e prevedibili si rimanda il Lettore agli interventi passati e presenti su questa rivista con https://www.stradeeautostrade.it/its-smart-road/auto-connessa-nuovi-scenari-e-nuove-incertezze/, https://www.stradeeautostrade.it/its-smart-road/auto-connessa-scenari-per-il-prossimo-futuro/ e https://www.stradeeautostrade.it/its-smart-road/dai-veicoli-a-guida-connessa-ai-veicoli-a-guida-autonoma-ieri-oggi-e-domani/) ma la strada è aperta per la creazione di strutture capaci di supportare e veicolare i nuovi servizi, incorporando – oggi e domani – le tecnologie di corto raggio che si imporranno. Il D.M. 70/2018, preso atto dello stato di avanzamento dello sviluppo, ha reso obbligatori i servizi C-ITS “day 1” per la rete primaria.

I servizi dovranno essere realizzati, a cura dei Gestori, in modo progressivo (a partire da… oggi…). Purtroppo, come osserva la comunicazione, la realizzazione concreta incontra un ostacolo: la frammentazione della gestione della rete stradale, che comporta requisiti particolari raggruppabili in almeno due categorie:

  • i) l’utente deve ricevere i servizi in modo continuo, senza soluzione di continuità dovuta alle diversità di gestione;
  • ii) tutti i Gestori stradali, anche i meno attrezzati organizzativamente e tecnicamente, devono avere la disponibilità di strumenti “standardizzati”, di strutture regionali e nazionali di interazione e di collaborazione, di aiuti organizzativi e tecnici.

Ad oggi, non appaiono sul mercato proposte né di componenti standard (a parte le soluzioni per il corto raggio basate sul G5) né di piattaforme standard. Infine, occorre anche ricordare che il citato D.M. 70/2018 pone a carico dell’Osservatorio presso il MIT alcune azioni di supporto (e.g. “predisposizione di fattibilità e guida all’attivazione di eventuali processi realizzativi finalizzati alla implementazione di una piattaforma nazionale di supporto all’erogazione dei servizi C-ITS”).

Queste le principali motivazioni, che qualificano l’iniziativa non solo come motivata e matura, ma anche, in un certo senso, come dovuta a seguito della previsione normativa del citato D.M. 70/2018.

La visione del MIT, come appare dalla comunicazione, è un “qualcosa” che viene indicato come un “ecosistema” nazionale di servizi C-ITS e che potremmo definire, in modo alternativo, come “piattaforma di supporto, interazione e collaborazione tra Gestori, fornitori di servizio, utenti, Autorità” per la realizzazione coordinata e standardizzata dei servizi C-ITS.

Per capire meglio di cosa si tratta, conviene ricordare, pur brevemente, alcune caratteristiche e alcuni requisiti di base per i servizi C-ITS, tra quelli che interessano il nostro discorso.

L’utente deve poter ricevere i messaggi di servizio sia attraverso il “corto raggio” (se la rete è equipaggiata e/o se ci sono altri veicoli equipaggiati nel raggio di azione) sia dal “lungo raggio” (dal Gestore e/o da fornitori di servizio), con il requisito essenziale che i diversi messaggi che può ricevere mentre viaggia (da corto/lungo raggio e da Gestori di reti comunicanti) siano coerenti, sovrapponibili e “coprano” il suo viaggio (e.g. un messaggio su un incidente sulla rete autostradale deve raggiungere – se rilevante – anche veicoli che stanno entrando in autostrada e si trovano ancora sulla rete esterna).

Dal punto di vista del Gestore stradale – obbligato dall’art. 14 del Codice della Strada nonché dal D.M. 70/2018 a realizzare i servizi – questo requisito impone, in estrema sintesi:

    1. i) l’installazione di unità (outstations) capaci di dialogare con i veicoli (con lo standard che emergerà dal mercato);
    2. ii) la connessione di queste unità al centro di gestione stradale (per scambiare messaggi, gestire le unità);
    3. iii) l’installazione di un software capace di gestire tutti i messaggi, creare i messaggi specifici generati da eventi sulla propria rete, estrarre il contenuto informativo dai messaggi provenienti dal campo e interagire con i sistemi di gestione proprietari;
    4. iv) la comunicazione (opzionale) dei messaggi sul lungo raggio – se il Gestore vuole agire anche come fornitore di servizi a lungo raggio;
    5. v) la comunicazione standardizzata con i Gestori delle reti interagenti;
    6. vi) la comunicazione (su base volontaria o contrattuale – allo scopo di dare massima diffusione ai servizi gratuiti C-ITS) dei messaggi a fornitori di servizi a lungo raggio.

  • Smart Road
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L’“ecosistema”, o “piattaforma” che dir si voglia, darà al Gestore e ai fornitori di servizi che lo vorranno sfruttare due opportunità: potranno “agganciarsi” alla piattaforma per coprire i punti elencati in precedenza come iii, iv, v, vi (ricorrendo al “cesto” delle soluzioni sviluppate dal MIT o connettendosi all’insieme delle piattaforme realizzate) e potranno coordinarsi su base nazionale, usufruendo del supporto di conoscenza, di informazione e normativo del MIT, che si occuperà della “governance” del processo.

Le azioni citate sotto i punti i e ii rimarranno in ogni caso sotto l’autonoma responsabilità dei Gestori, così come l’erogazione dei servizi agli utenti per i fornitori di servizi. È bene infine riportare due osservazioni sulle comunicazioni a lungo raggio: esse sono certamente essenziali per i servizi C-ITS per garantirne la necessaria copertura territoriale e accelerare lo sviluppo, ma devono rispettare alcuni requisiti specifici.

Devono garantire che l’utente possa, in ogni momento, scegliere il fornitore a piacere senza essere obbligato a “saltare” tra diversi fornitori mentre cambia rete stradale; devono mettere in rete solo i messaggi rilevanti – in un dato momento – per ciascun viaggiatore, pena un sovraccarico inaccettabile e insostenibile per le reti di comunicazione; devono rispettare regole precise su privacy e cybersecurity.

Ricordiamo, al proposito, che il proposto – e bloccato – Regolamento aveva accettato le raccomandazioni dei Garanti della Privacy e – in attesa di un nuovo quadro normativo adatto alle caratteristiche dei C-ITS, oggi non coperti dal GDPR – stabiliva che “Senza una base giuridica adeguata i dati personali raccolti non dovrebbero essere riutilizzati per altri fini, quali i fini commerciali o come nuova risorsa per garantire l’applicazione della Legge, a meno che ciò non avvenga sulla base di un atto giuridico” e aggiungeva regole di pseudonimizzazione atte a evitare la tracciabilità dell’utente; sulla cybersecurity, imponeva un sistema basato sulla chiave pubblica – PKI – con certificati di sicurezza cambiati di frequente e con tutte le strutture di supporto rese disponibili a carico della Commissione.

Crediamo di poter affermare che queste regole verranno fatte valere anche in Norme future. L’azione di supporto del MIT coprirà anche questi aspetti, generando soluzioni standardizzate e disponibili.

Un “ecosistema” che rispetta questa visione è oggi fattibile, con tecnologie mature e con requisiti largamente condivisi: ne fanno testo i diversi progetti di ricerca e sperimentazione degli ultimi dieci anni (per chi voglia un approfondimento di esperienze, requisiti e possibili soluzioni tecniche rimandiamo – a titolo di esempio – a C-Mobile – D3.1 – Reference Architecture).

Esso è tecnologicamente neutro (non entra nella scelta delle tecnologie di comunicazione) e non interferisce – se non positivamente – con il mercato: non solo non compete con l’offerta di mercato (sia sui sistemi di gestione stradali che sui servizi all’utenza), ma crea le condizioni perché il mercato possa espandersi celermente.

Motiva nuovi investimenti sulla gestione urbana, interurbana e autostradale, su cui siamo purtroppo deficitari (la motivazione nasce dalla disponibilità di nuovi dati provenienti dai veicoli, dalla possibilità di influenzare i comportamenti in modo capillare e continuo, dall’opportunità di fornire informazioni aggiornate agli utenti e dalla necessità che queste siano credibili e utili e – ultime ma non meno importanti – dalle regole del D.M. 70/2018: possiamo sperare che il risultato sia un deciso miglioramento – o, nei casi peggiori, la prima creazione – dei sistemi di gestione).

La visione del MIT

La visione del MIT, come espressa nella comunicazione al Parlamento,  è certamente condivisibile; possiamo aggiungere solo che un “ecosistema” è efficiente e positivamente evolutivo se è inclusivo.

Nel nostro caso, è assolutamente necessario – a nostro parere – che vengano coinvolti da subito i portatori di interesse in modo da verificare il consenso, adeguare la visione, permettere ai progetti sperimentali e dimostrativi già in corso di prevedere l’utilizzazione delle varie piattaforme, permettere a chi sta progettando nuovi interventi di calibrare i propri progetti e investimenti, favorire la collaborazione con fornitori di servizi e di tecnologie, utilizzare le competenze disponibili per creare Normative e “best practices” e diffondere la conoscenza.

Siamo confidenti che la creazione di un ambiente collaborativo, capace di coinvolgere tutti gli attori, moltiplicherà l’efficienza delle attività del MIT oggetto dell’annuncio al Parlamento.

  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/smart-road-digital-transformation/a-national-ecosystem-for-the-delivery-of-c-its-services/

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