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Auto connessa: scenari per il prossimo futuro

La “disputa” 5G contro G5: un contributo alla discussione

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In questi mesi il processo verso l’auto connessa ha subito una accelerazione: il giorno 13 Marzo la Commissione ha pubblicato, come “atto delegato”, il Regolamento per l’attivazione dei servizi cooperativi C-ITS, servizi che si basano sulla connessione continua tra veicoli (V2V), tra questi e l’infrastruttura (V2I) e i vari altri attori del traffico (V2X).

Il regolamento (Regolamento delegato del 13.03.2019 che integra la Direttiva 2010/40/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio per quanto riguarda la diffusione e l’utilizzo operativo di sistemi di trasporto intelligenti cooperativi), che al momento non obbliga Stati e operatori alla realizzazione ma li vincola alle specifiche, è destinato ad entrare in vigore il 1° Gennaio 2020, a meno che Parlamento e Consiglio intervengano per chiedere modifiche o slittamenti.

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Il Regolamento ha sollevato forti obiezioni per la possibile mancanza di “neutralità tecnologica” sfociate in una proposta di delibera di blocco del Parlamento Europeo (rigettata dalla Maggioranza), in un’analoga proposta al Consiglio (in corso di esame) e in vari articoli di stampa, che hanno addirittura citato una – inesistente – competizione G5-5G.

Il motivo della contesa è la scelta – per il tempo breve e per la sola connessione a breve distanza – della tecnologia “G5” di ispirazione “Wi-Fi”, e la contemporanea “messa in attesa” della sua alternativa (“VTE-LTX”, di ispirazione telefonica); è pur vero che il Regolamento apre la strada alle tecnologie future, impegnando la Commissione a incorporare nuove specifiche e invitando tutti i portatori di interesse a collaborare attivamente al processo ai fini di preservare il principio di neutralità tecnologica, ma è altrettanto chiaro che – dovendo soddisfare i requisiti di compatibilità e interoperabilità – i possibili subentranti vedono il rischio di costi e difficoltà crescenti.