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Infrastrutture di trasporto e mobilità del futuro

Presentiamo il primo di una serie di articoli che la nostra rivista pubblicherà per fornire una panoramica aggiornata dei nuovi scenari a livello nazionale, europeo e internazionali approfondendo le varie tematiche

sfondo scenari
Cosa sono le Smart Road e quali sono le finalità del Decreto?

Si definiscono Smart Road le infrastrutture stradali per le quali è compiuto un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai Gestori delle infrastrutture, alla Pubblica Amministrazione e agli utenti della strada.

Con il fine di creare un ecosistema tecnologico favorevole all’interoperabilità tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione e con l’auspicio di facilitare e semplificare il trasporto mettendo a disposizione strumenti capaci di generare dati e servizi che agevolino la mobilità di persone e merci, il Decreto “Smart Road” infatti, promuove la valorizzazione e il miglioramento del patrimonio infrastrutturale esistente, la realizzazione di infrastrutture utili e l’adeguamento tecnologico della rete viaria nazionale attraverso una sua graduale trasformazione digitale coerentemente con il quadro comunitario e internazionale di digitalizzazione delle infrastrutture stradali assicurando la continuità con i servizi europei C-ITS (Sistema di Trasporto Intelligente Cooperativo) e con l’obiettivo di renderla idonea a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, migliorare e snellire il traffico e ridurre l’incidentalità stradale.

Allo stesso tempo, il Decreto “Smart Road” disegna il percorso verso la sperimentazione degli innovativi sistemi di assistenza alla guida sulle nuove infrastrutture connesse, dando la possibilità agli Istituti universitari, Enti pubblici e privati di ricerca, Costruttori di veicoli equipaggiati con tecnologie di guida automatica, di sperimentare veicoli a guida automatica su alcuni tratti di strada, secondo dettagliate modalità e controlli durante la sperimentazione e solo a seguito di richiesta e specifica istruttoria e seguente approvazione da parte del MIT. 

Quale sarà l’ambito di applicazione e quali gli interventi previsti?

Il processo di trasformazione digitale prevede una serie di interventi entro il 2025 alle infrastrutture stradali della TEN-T, core e comprehensive, nonché a nuove infrastrutture di collegamento tra elementi della rete TEN-T (Trans European Network-Transport) e l’estensione entro il 2030 dei servizi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti) così come previsto nell’allegato al DEF 2017 “Connettere l’Italia” prevedendo entro tale periodo l’implementazione di ulteriori servizi di deviazione dei flussi in caso di incidenti/ostruzioni gravi, di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni, per suggerire traiettorie e corsie e per la gestione dinamica degli accessi, nonché di gestione dei parcheggi e del rifornimento con particolare riferimento alla ricarica elettrica.

Previsti, dunque, gli interventi necessari per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate, la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hot-spot wi-fi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio, un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi.

Sulla base dei dati raccolti, poi, il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing mettendo a disposizione una tecnologia che può essere utilmente impiegata in tutte le fasi di vita dell’infrastruttura e dell’esperienza di guida migliorando la custumer experience del fruitore e di fornire dati utili allo svolgimento di studi riguardanti l’analisi dei fabbisogni e la valutazione delle opere col fine di rendere più efficaci la pianificazione e la programmazione sia degli interventi di manutenzione che degli investimenti in nuove infrastrutture, garantendo così, a costi più bassi, realizzazioni di maggiore qualità e quindi più durevoli, sostenibili e sicure per gli utenti.