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Auto connessa: nuovi scenari e nuove incertezze

Respinta in luglio dal consiglio europeo la proposta di regolamento. Il provvedimento rallenta l’implementazione di tutti i nuovi sistemi a livello europeo e, soprattutto, ritarda i miglioramenti ottenibili nella gestione del traffico e della sicurezza stradale. Tra questi, una significativa riduzione degli incidenti, dei decessi e dei feriti sulle strade

Auto connessa: nuovi scenari e nuove incertezze

In questo scenario e tenendo conto che la tecnologie proposte per il corto raggio sono solo due (ITS-G5 e C-V2X), la Commissione – con la partecipazione degli interessati – potrebbe ad esempio completare il Regolamento con le specifiche di dettaglio per C-V2X (e, aggiungiamo, per il lungo raggio, visto che queste ancora mancano) e il mercato avrebbe gli elementi per procedere.

A favore di questa strategia giocano anche gli sviluppi recenti. Diversi annunci di mercato mostrano che la tecnologia C-V2X sta progredendo (e.g. Ficosa ha annunciato la prima certificazione RED per la tecnologia C-V2X automotive) e che stanno entrando sul mercato unità di bordo e di terra che inglobano le due tecnologie oggi in competizione (e.g. si vedano gli annunci di Commsignia e Kapsch): anche se molto resta da fare, soprattutto per C-V2X e per l’eventuale coesistenza delle due tecnologie, i tempi sembrano maturi per una scelta consapevole.

Nel frattempo, è comunque auspicabile che gli Stati membri – e in particolare l’Italia – procedano nella predisposizione di quanto necessario alla realizzazione dei servizi C-ITS: se è vero che la bocciatura del Regolamento ha creato una notevole incertezza sul futuro delle comunicazioni a corto raggio e di tutti i servizi legati alle comunicazioni V2V e provocherà comunque – purtroppo – un sensibile e negativo ritardo nella loro realizzazione, è altrettanto vero che rimangono oggi possibili, utili e in certi limiti necessarie, diverse azioni legate ai servizi V2I realizzabili con comunicazioni su rete cellulare.

L’importanza di questi servizi basati su comunicazioni V2I di lungo raggio non deve assolutamente essere trascurata; servizi dimostrativi sono stati già realizzati in diversi siti anche italiani ed è il momento di creare – come stanno facendo altri Stati – un ambiente di integrazione nazionale capace di dare supporto per la realizzazione.

Se pure, visto l’esito del Regolamento, pare opportuno lasciare al mercato la scelta tecnologica per le comunicazioni (pur spingendo per una scelta rapida), rimane necessario contribuire a creare le condizioni per una realizzazione dei servizi coerente e integrata: l’alternativa possibile – se non probabile – è che i servizi cooperativi nella loro visione originale orientata alla sicurezza e all’efficienza del traffico e all’universalità d’uso vengano dimenticati e le promesse di miglioramenti di sicurezza e efficienza rimangano… promesse.

Auto connessa: nuovi scenari e nuove incertezze.

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