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Auto connessa: nuovi scenari e nuove incertezze

Respinta in luglio dal consiglio europeo la proposta di regolamento. Il provvedimento rallenta l’implementazione di tutti i nuovi sistemi a livello europeo e, soprattutto, ritarda i miglioramenti ottenibili nella gestione del traffico e della sicurezza stradale. Tra questi, una significativa riduzione degli incidenti, dei decessi e dei feriti sulle strade

Auto connessa: nuovi scenari e nuove incertezze

Occorre poi ricordare che il Regolamento che è stato rigettato non conteneva solo le specifiche dettagliate per la comunicazione a corto raggio, basate – per l’immediato – su ITS-G5, ma forniva le regole per il lancio sul mercato e la diffusione dei servizi e dei componenti e, cosa ancor più importante, il quadro normativo e le specifiche complete per i sistemi di cybersecurity (tra l’altro, la Commissione si impegnava a supportare gli Stati Membri e a mettere a disposizione quanto necessario all’intera catena necessaria alla cybersecurity).

La caduta del Regolamento comporta la caduta anche di tutte queste predisposizioni e prescrizioni: di conseguenza comporta inevitabilmente e malauguratamente un ritardo nella diffusione di servizi destinati a ridurre il numero dei morti e incrementare la sicurezza sulle strade: non a caso ETSC (European Traffic Safety Council) si è ripetutamente pronunciata a favore dell’adozione rapida delle specifiche per i servizi C-ITS.

I sostenitori del Regolamento nella sua forma attuale, in particolare il Commissario Europeo per i Trasporti Violeta Bulc, hanno a lungo sostenuto che la tecnologia basata sullo standard ITS-G5 fosse la strada più rapida per l’Europa per l’adozione in modo massivo dei servizi cooperativi C-ITS.

Tuttavia, la decisione del Consiglio richiede alla Commissione di riconsiderare le sue proposte e riformulare la Legislazione. Bulc è chiaramente desiderosa di evitare qualsiasi ritardo significativo affermando che “non possiamo perdere questa opportunità e perdere tempo prezioso per rendere le nostre strade più sicure… continueremo quindi a lavorare insieme agli Stati membri per rispondere alle loro preoccupazioni e trovare una strada adeguata”. Tuttavia, è più facile a dirsi che a farsi.

Per ora c’è molta euforia nell’industria delle telecomunicazioni ed emergono tanto l’impegno a collaborare attivamente alla ricerca di soluzioni condivise quanto l’ottimismo sull’immediato futuro 4; speriamo emerga anche una maggior consapevolezza delle necessità di agire presto e bene per aumentare la sicurezza stradale – il vero convitato di pietra nella discussione degli ultimi mesi.

I contrari al Regolamento affermano che il 5G è tornato nel panorama della sicurezza stradale (anche se, occorre notare, la sua importanza non è mai stata messa in dubbio dal Regolamento…) e che l’industria automobilistica è ora libera di scegliere la migliore tecnologia per proteggere utenti e conducenti della strada, senza essere vincolata a tecnologie troppo mature.

Il mondo automotive ha però caratteristiche proprie, che lo rendono molto diverso dal mondo delle telecomunicazioni: basterà ricordare che i tempi di ricambio del mercato sono molto diversi.

Nel mercato degli smartphone è ragionevole affermare che un nuova tecnologia può penetrare circa l’85% del mercato in cinque anni; nel mercato automotive, i tempi sono almeno doppi o tripli: se si vogliono ottenere risultati tangibili sulla sicurezza stradale, occorre tener conto di questa rigidità.