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Il raddoppio del traforo stradale del San Gottardo

La seconda canna sarà realizzata 70 m a Est del tunnel esistente e dovrebbe essere percorribile dal 2027

Il raddoppio del traforo stradale del San Gottardo

La galleria stradale del San Gottardo è l’opera principale dell’autostrada svizzera A2, che collega Chiasso e il confine italiano con Basilea, al confine tedesco.

Venne inaugurata il 5 Settembre 1980, e all’epoca era il più lungo tunnel stradale del mondo, con i suoi 16.942 m di estesa: record che detenne fino all’inaugurazione della galleria norvegese del Lærdal (24.510 m), avvenuta nel Novembre 2000.

Il fatto che si parli di galleria stradale nell’ambito di un’autostrada lascia già intuire quale sia il problema principale del San Gottardo: il traforo infatti è a canna singola con traffico bidirezionale.

  • San Gottardo
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    Al portale Nord di Göschenen si percorrono circa 400 m a doppia carreggiata
  • San Gottardo
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    La nuova canna sarà situata 70 m a Est del traforo esistente
  • San Gottardo
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    La nuova canna sarà situata 70 m a Est del traforo esistente
  • San Gottardo
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    La sezione della seconda canna del San Gottardo
  • San Gottardo
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    Il profilo geologico
  • San Gottardo
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    La gestione dello smarino
  • San Gottardo
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    La zona di ripristino delle rive del Lago di Uri
  • San Gottardo
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    La sezione dell’intervento di valorizzazione ad Airolo
  • Airolo
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    La situazione attuale e quella prevista a fine intervento allo svincolo di Airolo. Si nota la scomparsa del viadotto di Albinengo (400 m) di collegamento con la N2
  • Albinengo
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    La situazione attuale e quella prevista a fine intervento allo svincolo di Airolo. Si nota la scomparsa del viadotto di Albinengo (400 m) di collegamento con la N2
  • Galleria
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    Il cronoprogramma per la realizzazione della seconda canna

Lo stillicidio di incidenti, quasi sempre per urti fronto-laterali e spesso con conseguenze letali per gli utenti, ha portato nel tempo a una serie di misure basate sulla gestione del traffico.

Oltre al divieto di sorpasso, la velocità massima consentita è fissata a 80 km/ora (eventualmente modificabile a 60 km/ora tramite PMV), ed è fissata un’interdistanza minima di 50 m tra i veicoli e di 150 tra i mezzi pesanti.

Il contingentamento dei mezzi pesanti nelle aree precedenti i due portali di Airolo e di Göschenen (cosiddetto dosaggio a contagocce, operativo dal 2002) causa spesso numerose code che si ripercuotono sulla fluidità del traffico.

Il cunicolo di sicurezza parallelo alla galleria era stato concepito per poter essere successivamente ampliato a formare la seconda canna, e i portali erano stati realizzati già a doppio fornice (a Göschenen si percorrono infatti circa 400 m a doppia carreggiata); per questo motivo, le piazzole di emergenza sono più ricorrenti percorrendo la galleria verso Sud e per 20 anni, inoltre, l’illuminazione era posizionata solo sul lato sinistro.

A causa del notevole incremento del numero di mezzi pesanti che si sono riversati sull’asse del San Gottardo e sulle vie di accesso, l’ampliamento venne congelato a livello politico ed in seguito bloccato da una decisione popolare nel Febbraio 1994 con la cosiddetta Iniziativa delle Alpi, la quale vietava un raddoppio della capacità di transito e introduceva il sistema di dosaggio – che sarà comunque mantenuto anche in futuro – per convogliare tali mezzi nel tunnel con un’interdistanza minima di 150 m. 

Un improcrastinabile raddoppio

Il via libera alla seconda canna è stato dato dal popolo svizzero nel referendum del 28 Febbraio 2016; per rispettare l’iniziativa delle Alpi, il progetto prevede che a regime le due canne siano dotate di un’unica corsia di marcia e di una corsia di emergenza, ottenendo così un aumento della sicurezza senza variare la capacità.

Dal Progetto Generale si evince che la seconda canna della galleria del San Gottardo (o Gotthardtunnel: come si nota dalle foto, nella versione tedesca il “San” si perde) sarà realizzata 70 m a Est dal tunnel esistente; il cunicolo di sicurezza verrà così a trovarsi fra i due trafori paralleli, che saranno collegati a loro volta ogni 250 m da appositi by-pass trasversali.

I lavori dureranno circa sette anni e si scaverà contemporaneamente dai portali di Göschenen e di Airolo. I portali esistenti potranno essere utilizzati senza modifiche anche per la seconda canna, dopo aver rilocato gli accessi verso il cunicolo infrastrutturale e di servizio già presente. 

La costruzione

Il nuovo tunnel sarà scavato tramite TBM, con diametro dello scudo fresante di 11,8 m: avrà quindi una sezione circolare. Lo spazio al di sotto della carreggiata sarà sfruttato con due canali tecnici e accoglierà tutte le linee per energia e comunicazioni nonché la condotta di alimentazione degli idranti. L’altezza utile fino alla soletta intermedia sarà di 4,8 m.

La carreggiata avrà una larghezza di 7,6 m, corsia di emergenza compresa, e un dislivello trasversale minimo del 2,5%. Le banchine saranno di larghezza pari a 1,5 m su ambo i lati.

Una parte del canale tecnico sarà configurata in modo tale da accogliere una linea da 380 kV dell’Azienda fornitrice di energia elettrica svizzera Swissgrid, in vista di una futura dismissione della linea dell’alta tensione Mettlen Plattischachen Airolo che sormonta il passo del San Gottardo e del suo contestuale trasferimento nel sottosuolo.

La parte superiore della canna, separata dalla carreggiata tramite una soletta intermedia, ospiterà invece i due condotti di ventilazione, uno per l’afflusso e uno per il deflusso dell’aria. Questi saranno diretti verso cinque centrali di ventilazione sotterranee – due presso i portali di Göschenen e Airolo e tre lungo il percorso della galleria – e collegati ai pozzi di ventilazione esistenti della prima canna.

In caso di necessità, la ventilazione antincendio attiverà l’apertura selettiva di bocchette nella soletta intermedia del vano di circolazione, per consentire l’aspirazione localizzata dei fumi e l’evacuazione degli utenti dalla galleria.

Nella nuova opera si separeranno le acque d’infiltrazione pulite, provenienti dalla montagna, da quelle di carreggiata apportate dai veicoli. Le prime confluiranno in una condotta e saranno convogliate verso i fiumi Ticino e Reuss all’altezza dei portali; le seconde, contaminate, defluiranno nelle canaline di scolo in direzione dei portali agli impianti di trattamento delle acque reflue stradali (SABA) e da lì, nel rispetto dell’ambiente, verso le acque di superficie.

In corrispondenza dei portali saranno altresì realizzate due vasche di accumulo per le acque contaminate in caso di evento critico (incendio, avarie…), per poterle sottoporre a trattamento adeguato. 

La geologia e lo smarino

Le condizioni geologiche della montagna sono note dalla realizzazione della prima canna, pertanto sono improbabili sorprese durante l’avanzamento del secondo traforo. Gran parte dello scavo potrà svolgersi su un terreno tecnicamente favorevole.

Su ambo i versanti esistono zone di disturbo tecnicamente rilevanti: una a Nord, lunga circa 270 m e distante circa 4 km dal portale di Göschenen, e una a Sud di quasi 300 m, a circa 4,9 km dal portale di Airolo, in corrispondenza delle quali non sarà possibile procedere con la TBM. In queste sezioni si dovrà ricorrere all’uso dell’esplosivo, per poi avanzare con la fresa.

L’accesso avverrà in entrambi i casi tramite un cunicolo separato. La realizzazione della seconda canna della galleria autostradale produrrà circa 6.500.000 t di sterro, equamente suddivise fra i due portali.

L’obiettivo è riutilizzare quanto più possibile lo smarino in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale. L’accurata documentazione della situazione geologica consente di formulare previsioni affidabili sull’effettivo reimpiego.

Gli sterri che mal si adattano al recupero, oppure scartati in fase di trattamento, dovranno essere stoccati in deposito, per un totale di circa 4.900.000 t di materiale non contaminato. Questo sarà utilizzato per la rinaturazione delle aree ripariali del lago di Uri e per la costruzione della galleria di Airolo.

I fanghi e i materiali di risulta leggermente contaminati, dell’ordine di circa 350.000 t, invece, non sono reimpiegabili per attività di rinaturazione e di rimodellamento del territorio. Essendo tuttavia chimicamente e biologicamente stabili (inerti), potranno essere depositati in via definitiva in siti specifici nei Cantoni Uri e Ticino senza conseguenze per l’ambiente.

Il materiale scavato sarà trasportato principalmente su nastri nelle vicinanze del portale e verso i siti di deposito anche tramite ferrovia. Per il trasferimento fra Airolo e Göschenen si sfrutterà il vecchio tratto di montagna delle FFS con la galleria in quota, ormai molto meno utilizzato dopo l’apertura del traforo di base del San Gottardo (si veda “S&A” n° 118 Luglio/Agosto 2016 e https://www.stradeeautostrade.it/ferrovie-e-metropolitane/san-gottardo-il-piu-lungo-tunnel-ferroviario-del-mondo/).

L’impianto di trattamento dei materiali, utilizzato per entrambe le direzioni di scavo, si trova a Stalvedro, a Sud di Airolo, dove lo smarino adatto al recupero sarà trasportato via treno, dopo essere stato separato dal resto direttamente davanti ai due imbocchi del traforo. In seguito verrà trasferito da Stalvedro ai sili degli impianti di betonaggio.

Il trasporto richiederà quotidianamente da cinque a dieci treni impegnati di giorno fra le stazioni di carico di Göschenen, Airolo e Stalvedro nonché verso i depositi. Le capacità delle tratte sono state accuratamente verificate con le FFS e non si prevedono limitazioni per il trasporto regolare di persone e merci. Parimenti, il piano logistico prescelto è tale da escludere restrizioni alla viabilità sulle strade cantonali e nazionali.

La rinaturazione della zona ripariale del lago di Uri

Come accennato, circa 2.800.000 t di roccia proveniente dallo scavo della seconda canna saranno utilizzate per la rinaturazione dei bassi fondali del lago di Uri (la parte meridionale del Lago dei Quattro Cantoni).

All’inizio del XX secolo la foce della Reuss era costituita da un’ampia zona a basso fondale con numerose isole, ma con la canalizzazione del fiume e l’inizio dell’estrazione di ghiaia all’inizio del secolo scorso, l’evoluzione del paesaggio fluviale era stata snaturata. A seconda delle zone e del livello delle acque, le sponde si erano spostate da 200 a 300 m verso l’interno: l’intervento antropico aveva causato la perdita di circa 24 ettari di canneti e paludi.

Fra il 2000 e il 2007, in sette tappe, sono stati depositati nel lago complessivamente 3.300.000 t di materiale di scavo provenienti da opere stradali e ferroviarie: il primo passo verso la rinaturazione era compiuto.

Con il materiale proveniente dalle gallerie della nuova Axenstrasse (ossia l’ammodernamento della N2 tra Brunnen e Fluelen, sulle sponde orientali del succitato lago) e dalla seconda canna del traforo autostradale del San Gottardo, il processo ora dovrebbe completarsi. Il progetto è un’iniziativa autonoma del Cantone di Uri. 

La valorizzazione paesaggistica ad Airolo

Nel Cantone Ticino verranno stoccati circa 2.100.000 t di detriti. L’analisi della situazione geotecnica ha rivelato la possibilità di collocare ad Airolo questo materiale, che sarà destinato a ricoprire circa 1 km della A2 e a riqualificare considerevolmente il fondovalle tramite la creazione di una cintura verde: nel complesso, si parla di 160.000 m2 di superfici aggiuntive, di cui 90.000 per la copertura.

I costi per questa operazione, stimati in circa 87,2 milioni di Euro, saranno suddivisi tra l’Ufficio Federale delle Strade (USTRA) e il Cantone Ticino. Parallelamente, verranno riorganizzati l’esistente svincolo autostradale n°41 di Airolo e l’allacciamento alla strada N2 del Passo del Gottardo.

Le attuali opere di raccordo, incluso il viadotto sul lato destro della valle, potranno essere smantellate, con evidenti benefici in termini di valorizzazione paesaggistica. 

Gli impianti di cantiere

Le aree direttamente a ridosso del portale della galleria, molto limitate per un grande cantiere, e la particolare esposizione ai pericoli naturali del versante di Göschenen impongono che il grosso degli impianti di gestione dei materiali sia trasferito ad Airolo. Il cantiere richiede le aree descritte di seguito. 

Göschenen

Sul versante di Göschenen gli impianti occuperanno una superficie di circa 138.000 m2. Di questi, circa il 46% è costituito da parti asfaltate o edificate, circa il 18% sono terreni incolti, circa il 22% aree verdi (campi e prati) e il 14% aree boschive. Le aree di cantiere erano state già in gran parte utilizzate per la costruzione della canna esistente o altri progetti e, ove possibile e opportuno, saranno impiegate in misura minore anche per il successivo risanamento della prima canna.

Airolo

Anche sul versante Sud le aree di operazione in prossimità del portale sono limitate ed esposte ai pericoli naturali. Fra Airolo e Stalvedro devono pertanto essere occupate varie superfici isolate fra loro, per un totale di circa 480.000 m2. Il deposito temporaneo dovrebbe sorgere nell’area degli impianti di cantiere a Stalvedro; inoltre, durante i lavori saranno occupate varie zone più circoscritte – presso Quinto – da adibire a siti di stoccaggio temporaneo per l’humus. Nelle stazioni ferroviarie di Airolo e di Göschenen saranno allestiti due centri informativi. 

L’impatto ambientale

Secondo il RIA (Rapporto di Impatto Ambientale), gli effetti rilevanti a livello ambientale della realizzazione della seconda canna del San Gottardo si presenteranno principalmente in fase di costruzione e saranno determinati soprattutto dalle grandi aree di cantiere e dall’elevato fabbisogno di superfici da adibire a deposito temporaneo e definitivo dello smarino.

Il cantiere ha effetti di media importanza sui patrimoni boschivo, florofaunistico e paesaggistico, nonché a livello di scarti. Per quanto riguarda flora e fauna sono stati elaborati bilanci ecologici, inserendo nel progetto ampie misure di ripristino e sostitutive per portare il risultato in positivo. Per la fase di esercizio, invece, non si attendono rilevanti effetti negativi, in quanto la capacità di transito non aumenterà.

Secondo gli estensori del rapporto, le analisi di impatto ambientale mostrano che le misure di tutela, ripristino e sostituzione previste dal progetto consentono di soddisfare i requisiti di Legge in materia, sia nella fase realizzativa sia in quella operativa.