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Il raddoppio del traforo stradale del San Gottardo

La seconda canna sarà realizzata 70 m a Est del tunnel esistente e dovrebbe essere percorribile dal 2027

sfondo gottardo

Il cunicolo di sicurezza parallelo alla galleria era stato concepito per poter essere successivamente ampliato a formare la seconda canna, e i portali erano stati realizzati già a doppio fornice (a Göschenen si percorrono infatti circa 400 m a doppia carreggiata); per questo motivo, le piazzole di emergenza sono più ricorrenti percorrendo la galleria verso Sud e per 20 anni, inoltre, l’illuminazione era posizionata solo sul lato sinistro.

A causa del notevole incremento del numero di mezzi pesanti che si sono riversati sull’asse del San Gottardo e sulle vie di accesso, l’ampliamento venne congelato a livello politico ed in seguito bloccato da una decisione popolare nel Febbraio 1994 con la cosiddetta Iniziativa delle Alpi, la quale vietava un raddoppio della capacità di transito e introduceva il sistema di dosaggio – che sarà comunque mantenuto anche in futuro – per convogliare tali mezzi nel tunnel con un’interdistanza minima di 150 m. 

Un improcrastinabile raddoppio

Il via libera alla seconda canna è stato dato dal popolo svizzero nel referendum del 28 Febbraio 2016; per rispettare l’iniziativa delle Alpi, il progetto prevede che a regime le due canne siano dotate di un’unica corsia di marcia e di una corsia di emergenza, ottenendo così un aumento della sicurezza senza variare la capacità.

Dal Progetto Generale si evince che la seconda canna della galleria del San Gottardo (o Gotthardtunnel: come si nota dalle foto, nella versione tedesca il “San” si perde) sarà realizzata 70 m a Est dal tunnel esistente; il cunicolo di sicurezza verrà così a trovarsi fra i due trafori paralleli, che saranno collegati a loro volta ogni 250 m da appositi by-pass trasversali.

I lavori dureranno circa sette anni e si scaverà contemporaneamente dai portali di Göschenen e di Airolo. I portali esistenti potranno essere utilizzati senza modifiche anche per la seconda canna, dopo aver rilocato gli accessi verso il cunicolo infrastrutturale e di servizio già presente.