Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Fabrizio Palenzona: l’uomo che… sussurra alle Concessionarie

Intervista in esclusiva al Cav. Fabrizio Palenzona, Presidente di AISCAT

“S&A”: “Nella precedente intervista rivoltale (si veda “S&A” n° 47 Settembre/Ottobre 2004) chiedemmo delucidazioni sul sistema Telepass, allora agli albori (basti pensare che non era ancora stato abilitato per le motociclette): cosa è cambiato in questi anni?”.

“FP”: “Senza entrare nel merito dell’importante sviluppo di una Società italiana che rappresenta uno dei grandi Player mondiali nel settore della riscossione automatica dei pedaggi e dei servizi di pagamento integrati per la mobilità, bastano pochi numeri a descrivere la realtà che si è venuta a consolidare negli anni: oggi abbiamo oltre 2.500 impianti Telepass distribuiti tra tutti i caselli della rete nazionale, con un incremento di circa il 72% rispetto al 2000, e circa 8 milioni di apparati Telepass attivi con cui viene effettuato il 60% dei pagamenti del pedaggio (ormai solo 16 pagamenti su 100 sono effettuati in modalità manuale), con ovvi benefici in termini di fluidità ai caselli.

Un’evoluzione che comprende poi l’ampliamento dei servizi di pagamento offerti, anche in ambito urbano, e che caratterizzerà il prossimo futuro: parcheggi, traghetti, aree a traffico limitato, fino all’utilizzo come moneta elettronica”.

“L’evoluzione, diceva Thomas Mann, è un destino”. Nell’ascoltare la risposta, noi aggiungiamo la speranza che quanto sostenuto dal nostro ospite possa, a breve, diventare realtà. Il nostro Paese ne andrebbe orgoglioso.

“S&A”: “Negli ultimi tempi, in Europa e in Italia si sta affermando il sistema di riscossione “free-flow”, considerato veloce ed efficiente: ritiene possa essere il sistema del futuro?”.

“FP”: “Parlavamo prima di attenzione al futuro e innovazione tecnologica tra le caratteristiche che contraddistinguono il nostro comparto e l’applicazione del sistema “free-flow” lungo le tratte gestite da una nostra Associata ne rappresenta un’ulteriore conferma.

Su questo tema permettetemi però di esprimere qualche cautela rispetto a una trasposizione sic et simpliciter delle esperienze condotte in altri contesti e ad una sua implementazione generalizzata: sicuramente c’è bisogno di tempo perché il sistema entri perfettamente a regime nelle abitudini di pagamento e i dati in questo senso possono essere confortanti.

Ma sono gli stessi dati che, senza entrare nel merito di comportamenti puramente dolosi, mostrano ancora livelli di evasione del pedaggio dovuto poco sostenibili, soprattutto da parte dei veicoli con targa straniera. C’è bisogno, ed è un tema su cui stiamo interloquendo da tempo con le competenti istituzioni comunitarie, di costruire uno specifico quadro normativo europeo sui mancati pagamenti del pedaggio con il relativo enforcement dei profili di controllo e sanzionatori a livello transnazionale”.