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Osservatorio CdS

Un interessante approfondimento sui contenuti del Codice della Strada: il commento degli artt. 61, 62 e 63 “Sagoma e massa limite, traino dei veicoli”

Sfondo cds

È parimenti chiaro che, una volta progettata e realizzata la strada, aumenti della sagoma limite dei veicoli o delle loro masse necessitano, volendo mantenere lo stesso standard progettuale di sicurezza, di un congruo adeguamento della sezione stradale e delle strutture dei ponti, (con i conseguenti maggiori costi di costruzione e di manutenzione) o, in alternativa, l’imposizione del divieto di transito ai veicoli aventi dimensioni o pesi maggiori di quelli presi a base della progettazione.

Queste nozioni molto elementari di ingegneria non sono state affatto tenute presenti dal “Legislatore”, specie nel decennio tra il 1976 e il 1985 quando, con molta irresponsabilità e leggerezza, ha aumentato le dimensioni e le masse dei veicoli, per favorire l’economia del trasporto su strada, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze che tali aumenti avrebbero poi provocato e che possono così riassumersi:

  1. allargamento della sezione stradale o rinforzo delle strutture dei ponti, nel caso, rispettivamente di aumenti della sagoma limite e delle masse dei veicoli, di tutte le strade esistenti (progettate e realizzate prima dell’entrata in vigore di tali aumenti), con costi elevatissimi a carico della collettività;
  2. in alternativa a quanto riportato sub 1), imposizione di divieti di circolazione su tutte le strade esistenti per i veicoli caratterizzati dalle nuove e maggiori dimensioni o masse previste dalla nuova Legge con conseguente inefficacia delle nuove disposizioni.

Prima di esaminare nel dettaglio le nuove disposizioni degli artt. 61 e 62 è opportuno soffermarci sui precedenti legislativi a partire dal T.U. del 1933 che negli artt. 37 e 39 fissava rispettivamente la sagoma limite e i pesi (ora meglio definite “masse”) massimi dei veicoli.

La Normativa è stata poi ripresa, senza sostanziali modifiche, dal T.U. del 1959 negli artt. 32 e 33 ed è rimasta invariata fino a metà degli anni Settanta del secolo scorso.

Il Legislatore, prima con la Legge 5 Maggio 1976, n° 313, e poi con la Legge 10 Febbraio 1982, n° 38, per soddisfare le esigenze degli operatori del settore e gli interessi privati dell’industria e dei trasportatori ha sensibilmente aumentato i limiti di massa e di dimensioni dei veicoli.

Dopo l’emanazione delle due sopracitate Leggi, si sono manifestati fin da subito evidenti danni sulle pavimentazioni stradali; i più anziani Lettori ricorderanno certamente i profondi solchi longitudinali nella pavimentazione, definiti “ormaie”, che si formarono già nell’estate del 1977 sulle corsie maggiormente frequentate dai mezzi pesanti e che comportarono immediatamente maggiori costi per gli Enti proprietari e quindi per la collettività per la manutenzione e l’adeguamento delle pavimentazioni stradali.