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(Lenti) miglioramenti della sicurezza stradale

La Commissione Europea ha pubblicato le statistiche sugli incidenti stradali nel 2017

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Nei Paesi nei quali la “cultura” della bicicletta è ben radicata, come i Paesi nordici, il Belgio o i Paesi Bassi, ma anche in Germania, Irlanda, Slovenia e Malta, i ciclisti sono più colpiti dei motociclisti, negli altri Paesi è il contrario.

Grazie agli sforzi fatti negli anni, le strade europee sono comunque le più sicure del pianeta; la cifra media di 49 morti per milione d’abitanti è ben inferiore alla media mondiale (174, secondo l’Organizzazione mondiale della Salute). Non bisogna però dimenticare che, per ogni vittima di un incidente stradale, si contano cinque feriti gravi (la Commissione stima il numero di feriti gravi a 135.000 l’anno).

Secondo i trattati europei e nel rispetto del principio della sussidiarietà, gli Stati membri sono responsabili delle varie politiche nazionali in materia di sicurezza stradale.

Si spiegano così, ad esempio, i diversi limiti di velocità in vigore nei vari Paesi e la frequenza dei controlli di Polizia e come mai in Belgio – Paese di grande passaggio – un incidente mortale su quattro sia causato da un veicolo immatricolato all’estero.

La Commissione, dal canto suo, sostiene gli Stati membri con Seminari, gruppi di lavoro, comitati di esperti e iniziative quali la Carta Europea della Sicurezza stradale, una piattaforma gestita dalla Commissione e alla quale aderiscono su base volontaria più di 3.500 membri fra Amministrazioni Pubbliche, Imprese private, ONG, che incoraggia a prendere iniziative in favore della sicurezza stradale, oppure la famosa Settimana europea della mobilità.

Inoltre, grazie al co-finanziamento di progetti nel quadro dell’iniziativa Orizzonte 2020, sostiene progetti di ricerca nel campo della sicurezza stradale, come SafetyCube, una piattaforma informatica destinata ai responsabili delle politiche del settore.

Nel Marzo 2017, gli Stati membri hanno approvato la dichiarazione di La Valletta, nella quale ribadiscono l’impegno di ridurre del 50% il numero di decessi sulle strade nel decennio 2020-2030.

La Commissione sta quindi studiando nuove azioni in materia di sicurezza dei veicoli, gestione delle infrastrutture e uso delle nuove tecnologie che dovrebbero essere svelate nel corso del 2019.