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(Lenti) miglioramenti della sicurezza stradale

La Commissione Europea ha pubblicato le statistiche sugli incidenti stradali nel 2017

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L’Italia, con una diminuzione del 18%, si piazza a metà classifica, quasi in linea con la media europea. Raffrontando i dati dei decessi al numero di abitanti, la media europea risulta di 49 morti ogni milione di abitante, con Svezia, Regno Unito, Danimarca e Paesi Bassi come Paesi più virtuosi e Romania, Bulgaria e Croazia come Paesi più pericolosi.

Anche in questo caso, l’Italia si piazza a metà classifica, con 56 decessi ogni milione d’abitanti. Il rapporto definisce inoltre i tre principali luoghi di decesso: i centri urbani, le strade secondarie (statali e provinciali) e le autostrade (e superstrade).

Nella grande maggioranza degli Stati membri, più della metà dei decessi avviene sulle strade secondarie; fanno eccezione Malta, Cipro, Croazia e Romania, nei quali il maggior numero di morti risulta essere nei centri urbani. In tutti gli Stati, i decessi sulle autostrade rappresentano la percentuale minore.

La media europea in questa classifica è la seguente: decessi nei centri urbani 38%, sulle strade secondarie 54% e in autostrada 8%. L’esame dei dati a livello europeo mostra che quasi la metà dei decessi (47%) è costituita da quelli che vengono definiti utenti deboli, cioè motociclisti, ciclisti e pedoni.

La percentuale maggiore dei deceduti, comunque, era a bordo di veicoli a quattro ruote (53%). In dettaglio, le percentuali risultano essere:

  • automobilisti 46%;
  • camionisti 7%;
  • motociclisti 15%;
  • ciclisti 8%;
  • pedoni 21%;
  • altri (ad esempio chi va in scooter, monopattino o mezzi di locomozione simili) 3%.