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L’inaugurazione del nuovo ponte Genova San Giorgio

Lo scorso 3 Agosto è stato inaugurato il nuovo viadotto Genova San Giorgio alla presenza delle massime cariche dello Stato ed aperto al traffico il giorno seguente

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Per una selezione completa degli articoli sul ponte di Genova, visita https://www.stradeeautostrade.it/?s=Polcevera con https://www.stradeeautostrade.it/incontri-e-interviste/marco-bucci-luomo-che-riunisce-una-citta-al-mondo/, https://www.stradeeautostrade.it/ponti-e-viadotti/il-nuovo-ponte-di-genova/ e https://www.stradeeautostrade.it/ponti-e-viadotti/la-rinascita-di-genova/.

Finalmente il Ponente e il Levante genovese sono di nuovo uniti da questa arteria così essenziale per la Liguria e tutto il Nord Italia.

Erano i primi giorni di Giugno quando, issati in quota tutti gli impalcati, un programma iper-serrato prevedeva l’esecuzione di tutte le lavorazioni civili ed impiantistiche necessarie a garantire al termine dei successivi due mesi l’apertura alla circolazione.

Erano in corso le saldature tra i conci, la posa delle predalles e l’armatura delle solette, e tutte le attività propedeutiche all’installazione dei complessi impianti del ponte.

Genova
1. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con Giovanni Toti e Marco Bucci, al taglio del nastro sul ponte Genova San Giorgio

Da allora il lavoro è stato intensissimo e ha coinvolto piattaforma e impianti con una molteplicità di attività contemporanee, in modo da rispettare ogni scadenza e collaudare il ponte nei tempi previsti, per consegnarlo il prima possibile alla città.

Sulla piattaforma stradale a Giugno è stata gettata la soletta, con i suoi cordoli laterali e lo spartitraffico centrale, sede quest’ultimo dei 18 pennoni, segni distintivi della nuova opera.

A seguire si è proceduto all’impermeabilizzazione, realizzata con una guaina liquida sulle superfici orizzontali, e alla stesa del binder, rimandando la stesa del tappeto ai giorni successivi al collaudo statico per evitarne il danneggiamento.

In parallelo, la piattaforma veniva “arredata”, con il montaggio delle barriere stradali H4 e l’installazione, sulle velette, dei pannelli fotovoltaici, delle lame a sostegno dei vetri, delle ulteriori canaline portacavi, delle griglie per il camminamento e dei binari per i Robot-Inspection & Robot-Wash. A terra venivano assemblati gli imponenti pennoni e, a Ponente e Levante, i due grandi giunti di dilatazione del viadotto.

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2. Il collaudo del viadotto

Il 19 Luglio, esattamente a 18 mesi dalla consegna dei lavori, l’inizio del collaudo statico, con l’impiego di 56 bilici caricati con 44 t ciascuno, che per tre giorni hanno percorso il viadotto e stazionato su di esso, secondo le condizioni di carico stabilite.

Le immagini dei mezzi blu, così ordinatamente schierati sul nastro stradale, hanno fatto il giro del mondo. Al termine delle operazioni, concluse con esito positivo, si è completata la piattaforma stradale con l’esecuzione del tappeto di usura, la realizzazione degli ultimi montaggi e della segnaletica orizzontale e verticale. 

La “pancia” del ponte

Ma entriamo ora dentro la “nave”, come l’ha definita l’Architetto Renzo Piano, dove fervevano le attività impiantistiche. I mesi di Giugno e Luglio sono stati, per gli impianti, i più concitati e hanno visto l’installazione di tutti i 780 corpi illuminanti normali e di emergenza, realizzati in acciaio zincato e sorgenti luminose a led di potenza 17 W.

Le sette macchine per la deumidificazione dell’aria sono tutte già posizionate nelle apposite aree dedicate; in alcune di esse mancano ancora le connessioni al sistema di canalizzazioni che si diramano sia nel settore centrale che nei due settori laterali dell’interno del cassone, principalmente quelle dedicate alla ripresa dell’aria esterna ed all’espulsione dell’aria umida.

Sono inoltre in corso le installazioni delle bocchette di ripresa dell’aria e dei sensori necessari al funzionamento dell’impianto.

Viadotti
3. L’interno del ponte

Ancora all’interno dell’impalcato, risultano in fase di realizzazione gli impianti TVCC, VoIP, antintrusione, antiallagamento e il sistema di monitoraggio strutturale, comprensivo di sensori di accelerazione, inclinometrici, di strain, di spostamento, sensori meteo e sensori relativi alla pesatura dinamica dei veicoli – WIM (Weight in Motion) e anche all’esterno le attività afferenti agli impianti sono tutte completate. 

L’illuminazione del ponte

Le illuminazioni scenografiche sulle pile e a bordo ponte sono in progresso, mentre l’illuminazione stradale è completata.

L’illuminazione centrale del viadotto è costituita da 18 alberi di illuminazione con doppio corpo illuminante con ottica stradale a luce diretta; i corpi illuminanti hanno una sorgente led di potenza 240 W, sono installati a un’altezza di 13,5 m su uno sbraccio da 610 mm e risultano alimentati ognuno da una linea dedicata proveniente dal corrispondente armadio di illuminazione posto ai piedi dell’albero.

L’illuminazione della rampa A7 risulta invece eseguita con due tipologie differenti di apparecchi di illuminazione, sei apparecchi di illuminazione per esterni con ottica stradale a luce diretta, con sorgente luminosa a led di potenza 43 W, e dieci apparecchi di illuminazione per esterni, tutti installati ad altezza 6,75 m su un palo conico di altezza 7 m.

Traffico
4. Alcune delle ultime lavorazioni prima dell’apertura al traffico

Sulla sommità dei pennoni di illuminazione centrali risultano installati i corpi di illuminazione dell’ostacolo al volo. L’esigenza della massima sicurezza stradale ha portato, nel tratto di viadotto tra spalla A e pila 4, a installare 15 delineatori di curva, nove sulla corsia in direzione Savona (lato monte) e sei nella corsia in direzione Genova (lato mare).

Presso la galleria Coronata, direzione Levante, vi sono due ulteriori delineatori secondo l’art. 39 del CdS. Tutti i circuiti dei delineatori sono alimentati direttamente dal quadro posto nel locale tecnologico.

A Levante, sono presenti sette delineatori di curva, posti sulla rampa A7, e 69 occhi di gatto suddivisi su quattro circuiti da rispettivamente 21, 21, 21 e sei elementi; il tutto fa capo all’interno dell’impalcato presso la spalla B, ove è presente il quadro che ha la funzione di alimentare sia la segnaletica stradale lato Levante che l’impianto di sollevamento acque di Levante (i delineatori posti sull’imbocco dell’elicoidale e sulla curva verso Genova Ovest sono invece alimentati a cura di apposito quadro fornito e posato da ASPI).

L’impianto fotovoltaico con accumulo può ritenersi quasi completo, essendo già stati installati tutti i moduli fotovoltaici; mancano le connessioni dei moduli, le cassette di parallelo, i quadri, le batterie di accumulo e gli inverter da installare nel fabbricato tecnologico. 

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5. Il server di acquisizione dei dati per il monitoraggio strutturale

I robot a servizio del viadotto

Per quanto concerne i robot, sono stati montati, anche se non elettricamente alimentati, i due lato mare: un Robot-Inspection e un Robot-Wash. Sono in corso i collegamenti elettrici alle stazioni di ricarica distribuite lungo il viadotto e, al termine, si provvederà alle prove funzionali in sito, decisive ai fini dell’accettazione, da parte della DL, dei robot in cantiere. Nel fabbricato tecnologico di Ponente, tutte le componenti necessarie

alla trasformazione dell’energia MT/BT sono state realizzate al 100% come da progetto; sono stati ultimati anche gli impianti di terra, di rilevazione incendi, di illuminazione normale e di emergenza, di forza motrice, di illuminazione del piazzale e HVAC + ventilazione interna.

Lo smaltimento delle acque piovane

Molto si è lavorato anche per la rete di smaltimento delle acque piovane: troviamo infatti due collettori DN700 (uno per carreggiata), di lunghezza pari a 350 m dalla pila P7 alla spalla SA (lato Ponente), due collettori DN800 a Levante, di lunghezza pari a 720 m, un collettore DN500 per la rampa, di lunghezza pari a 130 m che si innesta sul collettore DN800 della carreggiata Ovest in corrispondenza della pila P16, un’opera di intercettazione costituita da una canaletta continua in cemento polimerico con griglia in ghisa carrabile lungo entrambe le carreggiate dell’intero viadotto e lungo il lato Nord della rampa, nonché scarichi verticali in acciaio Inox a interasse di 4,5 m circa di collegamento ai collettori in PRFV.

Levante
6. Le canalizzazioni verso le vasche prima pioggia lato Levante

In entrambi i versanti, le acque provenienti dall’impianto sopra descritto confluiscono nel canale di raccolta posto sotto l’impalcato, e da qui vengono analizzate e smistate nelle vasche di prima pioggia o nella vasca degli sversamenti accidentali.

Il sistema di convogliamento descritto è stato interamente completato, sia a Ponente, che a Levante: sonde, valvole motorizzate, pompe e livelli sono stati posizionati e verranno alimentati elettricamente; è stato completato e alimentato anche il PLC dedicato al sistema, che gestisce in automatico il funzionamento dello stesso.

A Ponente, sono state installate quattro vasche (inclusa la vasca di ASPI per gli sversamenti accidentali in galleria) in calcestruzzo armato prefabbricato portato in opera in sezioni assemblate, e poi, in opera, impermeabilizzate e collegate come da progetto; sono stati installati anche tutti i pozzetti per l’alloggiamento di valvole e sensori, inclusi i pozzetti di ispezione dotati di scale di accesso, facendo sì che tutto il sistema di vasche risulti funzionante.

Ai fini della consegna anticipata, la costruzione dell’opera di scarico è stata interamente completata ed è funzionante in tutte le sue parti. A Levante, una volta saturate le vasche di prima pioggia, l’acqua in esubero scende come a Ponente per gravità nella vasca di laminazione, qui realizzata utilizzando la fondazione della ex pila 11 del ponte Morandi; gli interventi di verifica strutturale, bonifica e impermeabilizzazione interna sono stati completati.

Ponte
7. Un momento molto emozionante dell’inaugurazione, con l’arcobaleno che ha sovrastato il ponte, pochi minuti prima dell’inizio della cerimonia ufficiale

Il ponte Genova San Giorgio oggi

La città ha ritrovato un suo collegamento fondamentale, nel ricordo e nella consapevolezza che quel che è accaduto due anni fa non deve mai più ripetersi.

Per avere una misura di quanto questa infrastruttura sia importante per Genova, basta un dato: solo nelle prime venti ore di esercizio sono transitati sul nuovo viadotto quasi 7.500 veicoli.

Ad oggi, permangono alcune attività da ultimare: quanto non ancora realizzato non pregiudica ovviamente la buona riuscita dell’opera e l’esercizio in sicurezza dell’infrastruttura, ed è programmato nel dettaglio nel periodo a seguire, che vedrà dunque impegnata la Struttura Commissariale, PerGenova e il Rina ancora per alcuni mesi.

photo credit: Filippo Vinardi, Roberto Bobbio, Commissario Ricostruzione Genova

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