Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

L’analisi del rischio sismico di viadotti a rete: un possibile approccio

L’Italia ha un ingente patrimonio di opere d’arte autostradali in esercizio da 40-50 anni. Il loro risanamento e adeguamento sismico richiede un impegno finanziario tale da imporre una gradualità degli interventi da definirsi in base a criteri il più possibile oggettivi

Ipotizzando una larghezza di piattaforma di soli 12 m, si tratterebbe di almeno 40 milioni di m2 di opere d’arte. Si tratta di un patrimonio gigantesco che va preservato sia con la manutenzione ordinaria e straordinaria, sia con l’adeguamento alle nuove Normative sismiche scaturite dalle esperienze e dagli studi più recenti.

Se si considera che la maggior parte dei viadotti in questione è stata costruita tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, si vede che la necessità di questi interventi riguarda la maggior parte di essi.

Ciò comporta un impegno economico gigantesco, che richiede necessariamente la definizione di una scala di priorità basata sul grado di vulnerabilità sismica delle opere.

L’ambito d’interesse di questa tematica è molto ampio e necessariamente multidisciplinare, spaziando in ambiti trasportistici, strutturali, sociologici, economici, ecc.; analogamente, anche gli approcci metodologici proposti per la valutazione dei rischi sono i più diversi.

Qui si analizza il tema seguendo un approccio squisitamente strutturale che, partendo dall’analisi delle criticità delle singole opere, permette di definire la mappatura del rischio lungo un’arteria autostradale.

Per indice di rischio sismico di una singola opera d’arte esistente, si intende la stima del danno (qui inteso esclusivamente come gravità dei danneggiamenti strutturali subiti) prevedibile a seguito di un evento sismico. L’indice di rischio sismico è funzione:

  • della pericolosità sismica del sito in cui sorge la struttura;
  • dell’importanza che l’opera assume nel contesto infrastrutturale di cui fa parte, in una parola esposizione;
  • della capacità a resistere all’evento sismico di progetto (in termini di resistenza e/o di deformabilità) degli elementi strutturali principali (pile, appoggi e fondazioni) a sua volta funzione anche della conformazione statica, dei quantitativi di armatura presenti e della duttilità delle sezioni, delle tipologia delle opere in fondazione, delle caratteristiche di resistenza dei materiali, dello stato di conservazione, dei rischi indotti da fattori al contorno, ecc.; tutto questo comunemente viene individuato con il termine vulnerabilità sismica.