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European ITS Platform: attività, obiettivi e progetti in corso

Intervista all’Ing. Roberto Arditi, Project Manager della EU EIP e Direttore Sicurezza stradale di Sina SpA

sfondo sina
“S&A”: “Di quali attività si sta occupando la EUEIP per il Corridoio Est-Ovest?”.

“RA”: “I cinque Corridoi che ho appena descritto sono già operativi e stanno concretamente operando per sviluppare implementazioni sul terreno e servizi per i cittadini europei.

Detti Corridoi si coordinano anche per mezzo dell’European ITS Platform. Per il Corridoio Est-Ovest, la cooperazione paneuropea non è ancora avviata in termini di implementazioni sul campo: quindi l’attività del Corridoio Est-Ovest della Platform è un’attività di studio, diciamo una specie di incubatore che non solo permette ai Paesi che non sono pienamente operativi (ad esempio i Paesi Baltici) di essere integrati nel gruppo di lavoro, ma ha permesso anche lo sviluppo di servizi, come il pianificatore multimodale: un servizio web che si pone anche come buona pratica e progetto pilota, di potenziale interesse per altri Corridoi.

Il Corridoio Est-Ovest attraversa 11 Stati membri che coinvolgono i Corridoi CEF Mare del Nord-Baltico, oltre ai Corridoi Nord-Sud che lo attraversano”.

“S&A”: “Ingegnere, tra i diversi aspetti da affrontare in Italia ci sono quelli relativi alle sperimentazioni della guida connessa e, come si è visto, nessun car maker si è fatto avanti presso il Ministero per chiedere l’autorizzazione alla sperimentazione su strada. A oggi è presente solo uno spin off. Che lettura dà a questa situazione, che ci pare piuttosto critica?”.

“RA”: “Da anni il mercato dell’auto ha oramai una natura globale e la grande industria automobilistica sopravvive se riesce ad avere un mercato sufficientemente ampio per ammortizzare i grandi costi di sviluppo dei prodotti innovativi richiesti dal mercato.

Mi sembra un fatto che, purtroppo, l’Italia non rappresenti più una realtà autonoma per lo sviluppo delle tecnologie automobilistiche. Il 27 Maggio scorso Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha presentato a Renault una proposta di fusione.

Anche se poi l’iniziativa è naufragata, permane il segno dell’intenzione di aggregarsi ulteriormente per migliorare l’efficienza del capitale e poter ripartire su un mercato più ampio gli investimenti per studi e sviluppo di nuovi prodotti, che riguardano necessariamente le nuove tecnologie, inclusi i veicoli elettrici e quelli a guida autonoma, tutti prodotti che saranno globali e non sono studiati per un singolo Paese, sia pur significativo, come l’Italia.

Tutto ciò premesso, mi sembra che il problema da porsi possa essere ribaltato rispetto a quanto lei mi chiede. Il problema che ci dobbiamo porre è il seguente: cos’ha fatto l’Italia e cosa può fare ancora per facilitare che ci sia un ecosistema industriale, di operatori e Istituzioni che permetta di sviluppare in loco questo tipo di tecnologia? Cosa bisogna fare per facilitare e promuovere una competitività nazionale in questo ambito?