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Il progetto Saudi Landbridge Railway – seconda parte

L’analisi e la gestione dei dati delle indagini geognostiche da parte di Italferr SpA per la definizione del progetto geotecnico e del modello del terreno

sfondo italferr

Conclusioni

Al fine di realizzare un corretto modello geotecnico occorre impostare un processo di indagine in qualità. Questo processo in qualità deve essere impostato a partire dalle indagini, prevedendo dunque: chiarezza della Committenza, collaborazione tra le diverse figure professionali e corretta comunicazione tra le parti durante tutto il processo, corretta progettazione della campagna indagine sulla base delle specifiche problematiche del sito in esame e delle adeguate conoscenze dell’opera in progetto, sufficiente documentazione di gara/iniziale, corretta esecuzione e controllo delle indagini fornendo anche indicazioni sul tipo di attrezzature da utilizzare, risorse adeguate, corretta e tempestiva trasmissione dei dati, chiarezza e correttezza nella restituzione dei dati.

Nell’ambito del progetto Landbridge, si è cercato di seguire tale percorso, ponendo particolare attenzione alla fase di indagine e ricostruzione di un modello geotecnico affidabile, cercando con un’attenta analisi iniziale di individuare i rischi a monte, intervenendo in corso di progettazione nelle zone in cui si è ritenuto necessario integrare i dati. L’integrazione è stata poi resa possibile grazie all’elaborazione di un modello geotecnico 3D.

In linea generale i metodi di rappresentazione 3D potrebbero essere utili in zone in frana, zone interessate da contesti geologici complessi, zone in cui lo sviluppo dell’infrastruttura risulta prevalentemente areale piuttosto che lineare.

Inoltre il modello 3D permette di utilizzare sin dall’inizio le indagini esistenti anche se “distanti” dal tracciato preliminare, fornendo informazioni importanti anche nella fase di analisi della fattibilità, quando ancora le indagini dedicate per il progetto non sono state eseguite.

Laddove l’esecuzione di indagini in asse al progetto dovesse risultare complessa per situazioni particolari, come le zone di dune mobili nel progetto Landbridge, il modello 3D permette di utilizzare e interpolare tutti i rilievi e le indagini eseguite sulle strutture geologiche e geotecniche che interessano il progetto stesso, anche se fuori asse, restituendo una più realistica stratigrafia di progetto.

Nel caso di incertezze sull’asse del tracciato, nei tratti più complessi, una visione 3D delle strutture geologiche e geotecniche potrebbe permettere, così come è avvenuto nel progetto Landbridge, sulla base di un’analisi rischi-costi/benefici un’ottimizzazione del tracciato stesso, con lo spostamento verso un contesto geotecnico migliore.

Così come possono essere valutati in maniera esaustiva senza lacune progettuali gli spostamenti del tracciato successivamente al completamento delle indagini. L’esperienza acquisita con il Saudi LandbridgeProject permette di affermare che un progetto così sviluppato riduce le incertezze sia in termini di costi che di tempi di realizzazione.