Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

La A89 giunge a Lione. Quasi

Sullo scorso numero avevamo dato notizia dell'apertura al traffico dell'ultima sezione dell'Autostrada A89. Trovandoci a Ginevra per assistere al WTC, abbiamo approfittato dell'occasione per compiere un sopralluogo sulla nuova arteria e visionarne le opere che la caratterizzano

Del nuovo tratto della A89, che completa uno dei principali assi francesi in direzione Est-Ovest collegando Bordeaux con Lione, avevamo parlato all’epoca dell’inizio dei lavori, nel 2008 (si veda “S&A” n° 68); la curiosità di vedere in esercizio la nuova infrastruttura, aperta al traffico lo scorso 21 Gennaio, ha preso il sopravvento sul non trascurabile numero di chilometri da percorrere.

Immagini

  • Il tratto recentemente aperto al traffico della A89, che dopo un percorso di 474 km e dopo essersi interconnessa con le Autostrade A20, A71, A710w, A711 e A72, attualmente si attesta a una decina di chilometri dalla A6
    article_422-img_503
    Il tratto recentemente aperto al traffico della A89, che dopo un percorso di 474 km e dopo essersi interconnessa con le Autostrade A20, A71, A710w, A711 e A72, attualmente si attesta a una decina di chilometri dalla A6
  • Le principali caratteristiche dei viadotti presenti sulla sezione La Tour de Salvagny-Balbigny, per i quali sono stati complessivamente necessari 40.000 m3 di calcestruzzo e 12.000 t di carpenteria metallica
    article_422-img_504
    Le principali caratteristiche dei viadotti presenti sulla sezione La Tour de Salvagny-Balbigny, per i quali sono stati complessivamente necessari 40.000 m3 di calcestruzzo e 12.000 t di carpenteria metallica
  • Il viadotto de la Brevenne
    article_422-img_505
    Il viadotto de la Brevenne
  • La barriera di esazione pedaggio di Saint Romain de Popey
    article_422-img_506
    La barriera di esazione pedaggio di Saint Romain de Popey
  • I portali occidentali del tunnel de La Bussiere. Sulla sinistra si nota il locale tecnico
    article_422-img_507
    I portali occidentali del tunnel de La Bussiere. Sulla sinistra si nota il locale tecnico
  • Il viadotto di Valletier: le carreggiate si snodano su piani sfalsati per meglio adeguarsi all’orografia del territorio
    article_422-img_508
    Il viadotto di Valletier: le carreggiate si snodano su piani sfalsati per meglio adeguarsi all’orografia del territorio
  • I portali orientali del tunnel di Violay. Si nota il muro antiricircolo dei fumi tra le due canne
    article_422-img_509
    I portali orientali del tunnel di Violay. Si nota il muro antiricircolo dei fumi tra le due canne
  • Per salvaguardare lo storico viadotto di Pont Marteau, le carreggiate seguono percorsi indipendenti
    article_422-img_510
    Per salvaguardare lo storico viadotto di Pont Marteau, le carreggiate seguono percorsi indipendenti

Arrivati a Lione dalla A42, si trattava di raggiungere la A6 per poi iniziare il nostro sopralluogo sulla A89: la Peripherique Nord ci ha trasportato in pochi minuti dalla zona orientale a quella occidentale del capoluogo del Rhône-Alpes.

Alla ricerca della A89

Sulla A6, però, ci attendeva una sorpresa: della A89, nessuna traccia. Le informazioni raccolte durante una breve sosta in un’area di servizio ci hanno però permesso di risolvere l’arcano: la A89 in effetti giunge nei pressi di Lione, ma si attesta in realtà in località La Tour de Salvagny, senza interconnettersi con la A6.

L’interconnessione sarebbe dovuta avvenire nei pressi di Dardilly, ma il timore che il traffico della A89 si sommasse a quello della A6 nell’attraversamento del già congestionato tunnel di Fourviere ha scatenato una serie di opposizioni da parte di Associazioni e di entità politiche che hanno finora impedito il completamento dell’autostrada.

Abbiamo quindi percorso la N489 e un tratto della N7, e finalmente un segnale ci ha comunicato l’inizio della A89.

Da La Tour De Salvagny a Tarare Est

La A89 si snoda inizialmente in un paesaggio collinare e superato lo svincolo per Pont de Dorieux, si incontra la prima opera della nuova sezione: il viadotto di Buvet.

Il viadotto di Buvet permette di oltrepassare l’omonimo fiume e le Strade RD 70 e RD 70A. E’ composto da due impalcati indipendenti in struttura mista acciaio-calcestruzzo, caratteristica che accomuna tutti i viadotti della nuova tratta come pure le pile cave in calcestruzzo che si elevano fino all’impalcato terminando in un pulvino cosiddetto “a tulipano”. Nel caso specifico, la coppia di viadotti è sostenuta da sei pile (tre per impalcato). Lo svincolo per la diramazione soprannominata “Antenne de l’Arbresle”, che consente il collegamento con la RN7, separa il viadotto di Buvet dal successivo viadotto de La Brevenne, che consente di superare le rive della Brevenne, la RD 596, la linea SNCF Lione-Roanne e l’Antenne de l’Arbresle. E’ anch’essa costituita da due impalcati indipendenti, ognuno poggiante su quattro pile, che formano curve con concavità verso Nord.

Nei successivi 10 km non si incontrano strutture degne di nota, fino alla barriera di pedaggio di Saint Romain de Popey.

A pochi metri dalla barriera è situato il cavalcavia ferroviario (Pont Rail) che consente alla linea Lione-Roanne di oltrepassare la A89.

Da Tarare Est a Tarare Ovest

L’orografia è ora più tormentata, e infatti negli 8 km che ci separano dallo svincolo di Tarare Ovest incontriamo i viadotti di Torranchin e di Goutte Vignole e quindi le gallerie di Chalosset e di La Bussiere. Il viadotto di Torranchin permette di superare l’omonimo ruscello e la RD 27. L’opera è anch’essa in curva con concavità verso Sud, e l’unico impalcato è sostenuto da due pile cave.

Il successivo viadotto di Goutte Vignole è il più lungo del nuovo tracciato (622 m); permette di attraversare il ruscello della Goutte Vignole nonché le RD 38E e 27. Il tracciato è in curva, e l’unico impalcato si appoggia su sette pile, raggiungendo un’altezza massima di 74 m.

Quasi senza soluzione di continuità si passa dal viadotto di Goutte Vignole ai portali orientali della prima delle tre gallerie della nuova sezione, il tunnel a doppio fornice di Chalosset. Le due canne (750-704 m) sono collegate da un by-pass pedonale. Lo scavo è stato effettuato con metodi convenzionali, dai portali Est verso i portali Ovest, e i breakthrough sono avvenuti il 14/4 e il 12/5/2011.

Affrontiamo quindi il tunnel a doppio fornice di La Bussiere, al termine del quale è situato lo svincolo di Tarare Ovest. Le due canne (1.055-1.029 m) sono collegate da un by-pass pedonale e da uno carrabile.

Lo scavo è stato effettuato con metodi convenzionali, dai portali Est verso i portali Ovest, e i breakthrough sono avvenuti il 10/3 (canna Sud) e il 4/4/2011 (canna Nord).

Da Tarare Ovest a Balbigny

Dopo lo svincolo di Tarare Ovest la pendenza raggiunge il 6% mentre si sale verso il tunnel di valico. Nella vallata di Boussuivre per 4 km le carreggiate si snodano su piani sfalsati per meglio adattarsi all’orografia del luogo ed è stata ricavata una corsia supplementare in entrambe le direzioni per i veicoli lenti.

Il breve viadotto di Valletier è l’ultima opera completamente situata nel dipartimento del Rhône; supera l’omonimo ruscello con una pendenza del 4%. E’ costituito da due impalcati paralleli ma su piani sfalsati, ognuno sostenuto da due pile cave.

Percorriamo quindi il tunnel di valico autostradale, una galleria a doppia canna di quasi 4 km che passa sotto il comune di Violay, con by-pass trasversali ogni 300 m. Gli scavi sono stati eseguiti, con il metodo convenzionale, su entrambe le canne e in ambedue le direzioni, per un totale di quattro fronti d’attacco contemporanei.

L’ultimo diaframma di roccia della canna Nord è caduto il 22/6/2011, mentre il 12/8 dello stesso anno è avvenuto il breakthrough della canna Sud.

All’uscita del tunnel la A89 si snoda ora in discesa in un’ampia vallata, e poco dopo imbocchiamo il viadotto di Rey, costituito da due impalcati indipendenti, ognuno sostenuto da due pile.