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La A89 giunge a Lione. Quasi

Sullo scorso numero avevamo dato notizia dell'apertura al traffico dell'ultima sezione dell'Autostrada A89. Trovandoci a Ginevra per assistere al WTC, abbiamo approfittato dell'occasione per compiere un sopralluogo sulla nuova arteria e visionarne le opere che la caratterizzano

Si prosegue quindi in discesa con un’ampia curva verso sinistra, al termine della quale si incontra il viadotto di Gonon. L’opera consente di attraversare la vallata di Gonon grazie a due viadotti paralleli alti fino a 40 m, lunghi 327 m e sostenuti ognuno da quattro pile. Le carreggiate ora si separano, su di un’estesa di circa 3 km, per consentire all’autostrada di adeguarsi al profilo montuoso e di sottopassare lo storico viadotto ferroviario di Pont Marteau. Il viadotto, caratterizzato da 12 archi in muratura, raggiunge un’altezza di 50 m dal fondovalle ed è attualmente fuori servizio.

Dopo qualche chilometro sottopassiamo una curiosa struttura, che solo grazie alle serigrafie identifichiamo come “chirotterodotto”, ideata sulla base di studi sui corridoi di volo dei pipistrelli. I chirotteri emettono ultrasuoni per muoversi nella notte: percepiscono la struttura come un ostacolo e vi passano sopra, attraversando l’autostrada ad un’altezza adeguata ed evitando qualsiasi collisione con i veicoli. Ci concediamo poi una breve sosta presso l’area di servizio Loire, l’unica del nuovo tracciato.

In prossimità della meta attraversiamo l’ultima opera del nuovo tratto: il viadotto di Bernard, che permette di oltrepassare l’omonima vallata grazie a due impalcati indipendenti, ognuno sostenuto da tre pile, disposti in curva con concavità verso Sud. Poco dopo il termine del viadotto, presso lo svincolo di Balbigny, ci si allaccia al tratto esistente della A89, e poniamo fine al nostro sopralluogo.

Un’ultima curiosità. Raggiunta nuovamente La Tour de Salvagny, abbiamo verificato i chilometri percorsi sul nuovo tratto autostradale: esattamente 100…