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I sistemi di ritenuta stradale

Le caratteristiche e le Normative di riferimento

Barriere

Per quanto riguarda la Norma UNI EN 1317, è importante sottolineare che essa si occupa solamente di classificazione di prodotti. Definendo le condizioni di prova standard, il prodotto viene classificato utilizzando una serie di misure effettuate durante le prove di crash. Le prove sono un numero limitato (due o tre per le barriere, fino a sei per gli attenuatori) e cercano di verificare il comportamento del sistema ai limiti del suo utilizzo.

Una barriera, ad esempio, viene certificata utilizzando un veicolo pesante, che definisce la classe di contenimento, e un veicolo leggero, per verificare la non aggressività, mediante prove al vero che vengono condotte all’interno di un campo prova in condizioni controllate e ripetibili per poter garantire l’uniformità dei risultati all’interno della Comunità Europea.

Questa necessità di uniformità di prova e di sola classificazione del prodotto porta come conseguenza che le prestazioni sulla strada possono differire in maniera sostanziale da quanto osservato nel campo prova. Le condizioni di impatto reali hanno una variabilità impossibile da considerare in fase di classificazione. Ne citiamo a titolo di esempio solo alcune: posizionamento della barriera in curva o con pendenze longitudinali o trasversali, traiettorie non rettilinee dei veicoli, dimensioni e distribuzione delle masse dei veicoli, effetto di urti multipli…

Si consideri ad esempio un veicolo che impatta una barriera con una forte componente di velocità angolare dovuta ad esempio ad un testa-coda. Il suo impatto contro la barriera può portare a conseguenze ben diverse da quelle valutate dal campo prova in cui la vettura viaggia in direzione rettilinea. Si ha infatti che alla velocità longitudinale del veicolo si deve sommare la velocità dovuta alla rotazione e, ad esempio, per una vettura che fuoriesce sul lato destro della carreggiata ruotando contemporaneamente in direzione antioraria, l’impatto della parte posteriore del mezzo può essere molto più violento di quello della parte anteriore con possibili conseguenze sugli occupanti non osservabili nelle prove di certificazione.

Queste problematiche sono ben chiare a chi si occupa dello sviluppo delle Norme ma vengono molto spesso ignorate dai non addetti ai lavori. In fase di certificazione la barriera si classifica in base alla sola massa e velocità del veicolo impattante perché sono note e certe tutte le altre condizioni: direzione dell’urto, angolo, posizione del baricentro… Questo porta molti a pensare che quella determinata barriera dovrà essere in grado di contenere sempre un veicolo di quella massa che viaggia a quella velocità, senza considerare che fenomeni come quello sopra citato possono cambiare radicalmente la dinamica dell’urto.

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