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Il viadotto sulla S.S. 35 nell’ambito della riqualificazione della S.P. 46 “Rho-Monza”

Le soluzioni specifiche ed innovative che hanno reso possibile la costruzione dell’opera sopra quattro assi viari, mai interrotti, posti su due livelli sottostanti

L’adozione di appoggi singoli a presidio della luce maggiore ha imposto uno studio particolare della costruzione degli elementi metallici che raggiungono spessori di 240 mm nelle piattabande delle travi esterne e 120 mm nelle piattabande della trave interna. Particolarmente complessa è stata anche la definizione del nodo di appoggio che trasmette alle pile una azione massima di 80.000 kN in corrispondenza dell’incrocio della trave centrale (che trasmette un taglio di 8.000 kN per lato) e del diaframma che trasmette, invece, un taglio di 32.000 kN per ogni sezione.

L’irrigidimento disposto nell’incrocio di lamiere di anima con spessore medio di 30 mm è stato realizzato, operativamente, con settori circolari a quarto di cerchio saldati con una sequenza particolare di passate per evitare gli strappi lamellari generati, in una geometria così iperstatica, dai ritiri indotti dalle dimensioni dei cordoni. Il coronamento laterale necessario al sollevamento dell’impalcato ha imposto la presenza di un ulteriore elemento ad arco di cerchio, più esterno, sotto il quale disporre la batteria di martinetti da 10.000 kN.

La scelta di una sezione con solo tre travi, pur su una larghezza di impalcato di ben 29,4 m è stata indotta dalle necessità del varo effettuato a spinta con due slitte poste in corrispondenza delle travi esterne, essendo la trave interna sospesa; in esercizio, invece, la trave interna collabora nel sostenere l’intera opera ed in particolare è l’unico appoggio del ponte su P2 e P3. La disposizione delle travi di spina sugli sbalzi è ovviamente favorevole per la riduzione degli ingombri delle sottostrutture a terra (pile P1 e P4); le travi di spina sono sostenute da strutture reticolari piane realizzate con angolari laminati L150x14.

Particolare cura è stata posta nell’assemblaggio di tali elementi che prevede l’interposizione della trave di spina in luce in piena indipendenza dall’assemblaggio dei conci delle travi principali. Al fine di contenere i pesi strutturali, la soletta è gettata, per uno spessore di soli 25 cm, su dalles metalliche di spessore 5 mm, collaboranti mediante pioli Nelson. Un millimetro dello spessore della lastra metallica è considerato sacrificale per la corrosione, minima, che interessa le lamiere Cor-Ten nell’atmosfera della periferia milanese. Poiché la soluzione di sostegno della soletta mediante predalle metallica non è chiaramente compresa nelle opzioni normative usuali, la validità della soluzione verrà confermata con una prova sperimentale in grado di definire univocamente l’efficacia del collegamento piolato tra lamiera e conglomerato C35/45 della soletta.