Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

L’incidentalità stradale e le tecnologie a supporto per ridurla

Lo stato dell’arte delle tecnologie di ultima generazione disponibili e i gap ancora da superare per poterle applicare

sfondo zucca

  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/smart-road-digital-transformation/road-accidents-and-supporting-technologies-to-reduce-them/

Le tecnologie innovative oggi disponibili sono in grado di affrontare, in modo molto efficace, le principali cause degli incidenti stradali, ma il Codice della Strada non lo consente ancora.

Partendo da una disamina dettagliata della tipologia di incidenti e delle relative conseguenze, questo articolo intende illustrare come si può intervenire adottando dei dispositivi dedicati che consentono sia di evitare gli incidenti sia di limitare la possibilità che l’utente della strada commetta azioni che possano costituire il presupposto per creare le condizioni di un incidente.

Quando la causa degli incidenti e della loro gravità è attribuibile “al comportamento di chi guida”, la tecnologia può intervenire in modo molto efficace ed efficiente come “assistente” per chi sta alla guida.

Oggi gli incidenti causati da errati comportamenti alla guida costituiscono l’80/90% del totale e, come è dimostrato, l’inasprimento della pena non porta a risultati soddisfacenti nella loro riduzione.

Questo è il grande tema italiano, e non solo, da affrontare; quanto mai è urgente modificare il Codice della Strada affinché dispositivi innovativi possano essere utilizzati. È su questo punto che desideriamo sottolineare il grave ritardo che stiamo registrando.

Incidentalità
1. La situazione italiana stilata dall’Istat sugli incidenti stradali nel 2018

Non di meno è quanto mai opportuno evidenziare che nei prossimi anni la UE indicherà come obbligatori una trentina di dispositivi proprio per ridurre l’incidentalità: ma sembra che tutto questo non sia una priorità.

Ricordiamo che alcune di queste innovazioni tecnologiche richiedono anni per essere efficaci; pertanto non si pensi che una volta adottato un provvedimento tutto funzioni dal giorno dopo.

Infatti, alcuni dispositivi che possono essere installati solo dalle Case Costruttrici dei veicoli, vengono introdotti con un ritardo di almeno tre-cinque anni per permettere loro di modificare e adeguare le linee di montaggio.

Prima che queste soluzioni innovative abbiano poi un risultato efficace occorre che almeno il 50% se non più del parco veicoli circolanti le possegga, quindi almeno altri cinque anni. Ma tutto questo sembra essere qualcosa di trascurabile (?!)… e intanto sulla strada incidenti, morti e feriti proseguono ininterrottamente!

La situazione italiana degli incidenti sulle strade

Prendendo in considerazione la situazione italiana stilata dall’Istat sugli incidenti sulle strade, emerge che nel 2018 sono stati 172.553 gli incidenti stradali con lesioni a persone, in calo rispetto al 2017 (−1,4%), con 3.334 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.919 feriti (−1,6%).

Il calo del numero di morti dovuto ad incidenti stradali nel 2018 aveva fatto ben sperare purtroppo i dati parziali dei primi nove mesi del 2019 sono preoccupanti: le vittime sono aumentate del 7%, continuando di questo passo sembra purtroppo allontanarsi l’ambizioso obiettivo del piano UE secondo cui l’Italia sarebbe dovuta scendere nel 2020 a “soli” 2.000 decessi, visto che le stime proiettano la cifra finale di quest’anno a circa 3.500.

Tra le vittime del 2018 risultano in aumento i pedoni (612, +2%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (189, +16%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (687, −6,5%), i ciclisti (219, −13,8%) e gli automobilisti (1.423, −2,8%). Nell’Unione Europea, il numero delle vittime di incidenti stradali nel 2018 si attesta poco sopra le 25.000 unità in calo del’1% rispetto al 2017.

Tra i 28 Paesi dell’Unione Europea, l’Italia sale al 16° posto della graduatoria europea con 55,2 morti ogni milione di abitanti ben lontana dai Paesi virtuosi e oltre l’11% di mortalità in più della media europea.

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

Sono in aumento le contravvenzioni per l’uso del telefono cellulare alla guida, la guida in assenza di patente e/o sospensione della stessa e la guida senza assicurazione.

In Italia la disattenzione alla guida dovuta all’utilizzo di smartphone è la seconda causa di morte, sia in strada che in autostrada, e riguarda circa 20 incidenti su 100, le sanzioni non bastano per chi utilizza il cellulare al volante.

Il trend di incremento continua ad essere in salita. A confermarlo sono gli esempi europei che dimostrano come le campagne di sensibilizzazione, a volte anche molto dure, non hanno effetto. Secondo l’Istat l’uso dello smartphone è responsabile del 25% dei morti sulle strade ma secondo molti è un dato sottostimato.

Secondo l’Osservatorio dell’ASAPS (l’Associazione Amici della Polizia Stradale), la maggior parte degli incidenti mortali in cui sono coinvolti i pedoni non è più causato dalla velocità, ma ultimamente la causa è da ricercarsi nella distrazione alla guida che porta a rallentare troppo tardi, a perdere metri preziosi, quindi a uccidere. Se si va a 50 km/ora servono 12 m per frenare, ma se si è distratti dal telefonino il destino del passante può essere segnato.

Lo hanno dimostrato i controlli dei Vigili a Cagliari, che hanno notato come, da quando i cellulari sono diventati più “smart”, si siano accorciate le frenate davanti alle strisce, fatte all’ultimo minuto, in quanto distratti da questo dispositivo tecnologico che i guidatori non riescono ad abbandonare.

Siamo in una fase di overdose da social network: sempre più persone devono far vedere i propri selfie o i propri video mentre sono alla guida, un delirio che a volte ha conseguenze drammatiche.

Nella maggior parte delle città sono in aumento gli incidenti causati dall’uso degli smartphone e in diminuzione quelli dovuti alla velocità. Solo a Milano i Vigili in motocicletta in borghese fanno una quarantina di multe al giorno ad automobilisti con il cellulare in mano.

Sicurezza stradale
Un altro dato allarmante che arriva dall’ASAPS è che la sinistrosità più grave e mortale si sta connotando per una percentuale sempre più vistosa di conducenti che risultano privi di patente perché già revocata o sospesa o addirittura mai ottenuta e privi, in casi sempre più frequenti, della copertura assicurativa del veicolo.

Tutto questo si trasforma in un volano per la pirateria stradale (117 morti nel 2017) e in un ulteriore rischio esponenziale per la sicurezza sulle strade che si aggiunge alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti causa del 30% degli incidenti mortali.

Purtroppo i Governi sottovalutano e non affrontano con fermezza il problema della sicurezza stradale. Di fatto la strage senza fine sulle strade è al di fuori del controllo politico. La prevenzione dovrebbe diventare prioritaria rispetto alla punizione, e invece sulla sicurezza stradale attiva si continua a fare troppo poco: garantire la vita delle persone deve essere il primo pensiero delle Istituzioni.

L’introduzione o l’inasprimento delle pene non costituisce ancora un valido deterrente, ne è la dimostrazione l’introduzione del reato di omicidio stradale; nonostante l’inasprimento dei controlli e la crescente attività investigativa – che porta sempre più spesso all’identificazione dei responsabili, anche a distanza di tempo – non vi è stata una significativa riduzione di incidenti causati da comportamenti sconsiderati.

La modifica del Codice della Strada, attualmente in approvazione alla Camera, potrà solo in piccolissima parte prevenire incidenti stradali gravi, in quanto punta più sull’inasprimento delle sanzioni che sulla prevenzione attiva.

Per esempio, il Disegno di Legge per il nuovo Codice della Strada prevede la sospensione della patente da sette giorni a due mesi per chi usa il cellulare alla guida. Il problema è che l’utilizzo del cellulare alla guida non è di facile contestazione.

Per certificare la violazione vengono chieste prove dai RIS di Parma mentre i Giudici di Pace accolgono i ricorsi con estrema facilità; è una battaglia tutt’altro che semplice. Quindi sarebbe meglio che il Codice della Strada introducesse sistemi per prevenirne l’utilizzo e non solo punirne l’utilizzo.

Oggi la tecnologia permette di avere soluzioni che possono inibire in modo automatico solo per il guidatore l’utilizzo di dispositivi mobili che possono distrarre. Incentivare il loro uso pare essere, attualmente, l’unico appiglio per limitare una strage che sembra essere senza fine.

Nel seguito si illustrano le principali tecnologie oggi disponibili che possono intervenire in modo efficace per limitare gli incidenti e le loro conseguenze. 

La prevenzione dall’utilizzo di dispositivi mobili alla guida

Per quanto concerne la prevenzione dall’utilizzo di dispositivi mobili alla guida, vi sono dispositivi che si possono applicare su tutti i veicoli anche in aftersales con costi bassi e senza interventi invasivi (l’HW richiesto costa meno di 100 Euro).

Per rendere le soluzioni realmente efficaci in termini di sicurezza stradale e riduzioni di morti ed incidenti occorre che esse siano automatiche: l’utilizzatore salendo in macchina non deve effettuare nessuna operazione.

Per ottenere questo obbiettivo occorre che i terminali mobili abbiano una funzionalità “automobile” residente e non disinstallabile. Il funzionamento di questi sistemi è semplice.

Quando si sale su di un veicolo in cui vi sono delle restrizioni nell’utilizzo di servizi sui terminali mobili, i nostri dispositivi in modo automatico valuteranno se si trovano in un’area interdetta: in caso affermativo inibiranno sul terminale tutti quei i servizi non idonei alla guida, se invece si trovano in un’area libera continueranno a offrire tutti i servizi.

Spostando i dispositivi da una zona interdetta ad una no, i servizi tornano ad essere fruibili. In caso di emergenza, i terminali mobili consentiranno comunque di usufruire a pieno delle loro funzionalità.

Questi sistemi sono anche adatta all’utilizzo professionale per taxisti, conducenti di autobus, Forze dell’Ordine. Per ottenere un risultato soddisfacente nella lotta contro le distrazioni dalla guida occorre il prima possibile introdurre sistemi automatici, semplici da usare e non invasivi per l’utente che agiscano sui terminali mobili nell’area di guida.

Un altro problema è costituito dalla guida in assenza di assicurazione e/o senza patente o con patente revocata. Oggi la sola sanzione amministrativa dell’importo di 5.000 Euro alla prima violazione si sta rivelando assolutamente inefficace.

La Norma non sembra essere assolutamente dissuasiva e ormai rappresenta solo un breve intralcio per i conducenti “spatentati” e scoperti di assicurazione. Secondo l’ASAPS, si dovrebbe tornare quindi a una sanzione di carattere penale che preveda congiuntamente l’arresto e l’ammenda con l’individuazione di ulteriori misure alternative, oltre alla confisca del veicolo.

Questo problema può essere definitivamente risolto con l’adozione di sistemi di controllo dell’avvio del veicolo. È sufficiente creare una o più piattaforme che gestiscano i dispositivi che si possono collegare al sistema di interlock del veicolo per inibirne l’avvio.

Queste piattaforme possono essere private e/o pubbliche: per esempio per la gestione delle patenti potrà essere gestita dalla PA mentre per le assicurazioni potrà essere gestita da Enti privati.

tecnologie
4. photo credit: www.mycoyote.net

Occorre quindi educare i guidatori e non solo punirli, negli anni alcuni obblighi hanno ridotto notevolmente i decessi sulle strade come l’obbligo delle cinture di sicurezza, del casco o dell’ABS.

Purtroppo, l’introduzione della tecnologia a vantaggio della sicurezza stradale ha effetti positivi solo quando il tasso di penetrazione è elevato. Quando nel 1988 fu introdotto l’obbligo delle cinture di sicurezza esse potevano essere installate su qualunque veicolo, quindi il provvedimento ebbe effetto immediato sull’intero parco autovetture.

Al contrario, l’obbligo dell’ABS dal 2006 fu fatto solo sulle vetture di nuova immatricolazione, quindi per beneficiare dei sui vantaggi sono occorsi circa dieci anni. Per il Legislatore è fondamentale che quando si vogliono introdurre nuovi obblighi per incrementare al sicurezza stradale e ridurre fin dall’inizio in modo considerevole i morti e i feriti sulle strade lo si possa fare su tutti i veicoli.

Oggi quindi attraverso una tecnologia a basso costo installabile su tutti i veicoli si possono prevenire incidenti da distrazione (uso di dispositivi mobili alla guida) o da comportamenti errati come la guida senza patente o assicurazione.

Occorre quindi che le istituzioni legiferino in merito all’adozione di questi sistemi. Ridurre gli incidenti non ha solo una valenza umana, salvare vite vuol dire anche ridurre i costi sociali e avere maggiori risorse da investire nel welfare.

Nel 2018 il costo sociale degli incidenti è stato di 17,1 miliardi di Euro e una riduzione degli incidenti del 6% comporterebbe un risparmio di circa 1 miliardo. L’introduzione di nuove tecnologie sui mezzi nuovi può avvenire solo se vi saranno forti pressioni dai Governi, Enti nazionali e internazionali con un intervento unitario.

L’UE e non solo si stanno muovendo verso l’introduzione dell’obbligo di sistemi di trasporto intelligente cooperativo C-ITS, che aiuteranno notevolmente la sicurezza stradale.

Purtroppo potendo essere solo inseriti su veicoli in produzione, darà i suoi frutti solo quando la maggior parte dei veicoli circolanti ne sarà dotata, quindi occorreranno circa dieci anni prima di vedere dei significativi benefici.

Occorrerebbe che l’Europa si muovesse anche sul fronte dell’introduzione di sistemi per prevenire i cattivi comportamenti o le cattive abitudini dei guidatori che si possano applicare fin da subito su tutti i veicoli.

  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/smart-road-digital-transformation/road-accidents-and-supporting-technologies-to-reduce-them/

>  Se questo articolo ti è piaciuto, iscriviti alla Newsletter mensile al link http://eepurl.com/dpKhwL  <