Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Il Punto di Vista: “I motociclisti e le barriere di sicurezza”

img_autori_punto_di_vista_anghileri

Negli ultimi due decenni, la sicurezza generale del trasporto su strada ha fatto enormi progressi riuscendo praticamente a dimezzare il numero dei morti sulle strade europee. Questo risultato è stato conseguito attraverso il miglioramento del veicolo e delle infrastrutture.

Le automobili sono sempre più dotate di sistemi di sicurezza sia passiva che attiva, le nuove infrastrutture e gli adeguamenti di quelle esistenti permettono di raggiungere livelli di sicurezza molto superiori rispetto al passato.

Questo generale miglioramento non ha purtroppo trovato riscontro per il trasporto su due ruote, tanto che l’argomento è oggi uno dei più delicati per la reale riduzione della mortalità stradale.

Le cause di decesso per gli utenti delle due ruote sono ovviamente legate alla vulnerabilità del copro umano nei confronti di tutto quanto è presente sulle strade e, di conseguenza, gli interventi devono inevitabilmente investire ambiti completamente diversi tra loro.

Si parte dalla protezione del corpo mediante l’uso del casco e dell’abbigliamento protettivo, per arrivare al miglioramento del manto stradale e delle barriere di sicurezza.

Le barriere, che devono svolgere il compito fondamentale di contenere e ridirigere in carreggiata un veicolo in caso di impatto, possono essere infatti oggi dotate di sistemi che limitino le conseguenze di un impatto diretto del corpo del motociclista.

Questo argomento è stato studiato dai gruppi di lavoro del CEN che hanno sviluppato la Normativa CEN/TS 17342 la quale, attraverso una serie di prove di impatto realizzate con manichini antropomorfi, valuta la capacità di ridurre il rischio di lesione per il motociclista che impatta contro la barriera.

Negli ultimi anni, diverse barriere di sicurezza e sistemi di protezione sono state verificate mediante l’utilizzo della citata Norma ma l’installazione sulle strade Italiane è stata, fino a pochi mesi fa, demandata ad iniziative locali o scelte dei gestori di strade.

Recentemente il Ministero italiano ha finalmente emesso un decreto, tra i primi a livello Europeo, che regolamenta e impone l’uso di questi dispositivi sulle strade italiane sia per le nuove installazioni che per gli aggiornamenti di quelle esistenti.

Il Decreto impone, mediante un’analisi della geometria della strada, l’installazione delle protezioni per motociclisti nelle zone potenzialmente pericolose ma indica anche dei criteri statistici per l’estensione delle protezioni anche ad altre zone.

Come tutte le innovazioni, il nuovo Decreto ha ricevuto critiche che, si auspica, potranno essere utilizzate per una eventuale revisione, ma è indubbio che la volontà di ridurre il numero dei decessi per gli utenti delle due ruote è stata sicuramente dimostrata.