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Una Spray Jet per l’aeroporto di Firenze

Una finitrice Vögele 1800-3i Spray Jet è stata impiegata, per la prima volta e con successo, nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria eseguiti sul piazzale Est dell’aeroporto di Firenze

Ristabilire la portanza, assicurando durabilità alla pavimentazione

Una serie di indagini, condotte mediante prove ad alto rendimento per la valutazione delle condizioni strutturali delle pavimentazioni ed eseguite sulle aree maggiormente ammalorate, avevano reso evidente la necessità di migliorare la capacità portante nelle zone del piazzale di sosta Est interessate dal transito degli aeromobili. Bisognava inoltre ripristinare la regolarità superficiale dell’intera pavimentazione flessibile, incrementando così le caratteristiche prestazionali e di durabilità fino a garantire alla pavimentazione stessa una vita utile di almeno 20 anni.

Si è dunque provveduto alla scarifica completa della pavimentazione (spessore di 5 cm) e, dove necessario, allo scavo per uno spessore totale di 47 cm seguito da stabilizzazione binaria (calce e cemento) del sottofondo per ulteriori 40 cm. Il ripristino del pacchetto strutturale è stato eseguito attraverso la posa di una sottobase in misto cementato (spessore di 20 cm) e di una base riciclata a freddo realizzata con bitume schiumato (spessore di 15 cm). Sono stati quindi stesi lo strato di collegamento (spessore di 7 cm) e quello di usura (spessore di 5 cm), entrambi realizzati con bitume modificato.

L’inserimento di uno strato in misto cementato e di uno riciclato a freddo in bitume schiumato ha rappresentato una scelta progettuale molto importante. Oltre, infatti, a dare una risposta all’esigenza di adeguare le caratteristiche portanti della pavimentazione ai carichi cui è sottoposta, gli strati di misto  cementato e di riciclato a freddo hanno consentito anche il reimpiego di materiale fresato con il conseguente abbattimento dei costi legati al trasporto ed al conferimento in discarica e quindi la riduzione sia delle emissioni in atmosfera, che del consumo di carburante connesso al transito dei mezzi (una contrazione stimata in circa 240 movimenti da e per il cantiere).

Questo ha inoltre inciso positivamente anche sull’andamento dei lavori (terminati in anticipo rispetto al cronoprogramma) in quanto ha permesso di produrre tutto il materiale riciclato in situ (in un’area dedicata), evitando così sia i tempi connessi al trasporto che le attese al varco di accesso aeroportuale. I lavori sono stati affidati all’Impresa Bindi SpA di San Giovanni Valdarno (AR – http://www.bindistrade.it/) che vanta una notevole esperienza in questo campo avendo realizzato con successo interventi simili presso gli aeroporti di Bologna, Ciampino e dell’ Isola d’Elba. L’Impresa ha impiegato 12 macchine di Wirtgen Group, oltre a un impianto mobile KMA 220, che ha permesso appunto la produzione di misto cementato e di bitume schiumato in situ, e a una finitrice Vögele Super 1800-3i Spray Jet utilizzata per la stesa dello strato di usura, noleggiata presso Wirtgen Macchine, Filiale italiana di Wirtgen Group.