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Una Spray Jet per l’aeroporto di Firenze

Una finitrice Vögele 1800-3i Spray Jet è stata impiegata, per la prima volta e con successo, nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria eseguiti sul piazzale Est dell’aeroporto di Firenze

Lavorare velocemente e con precisione

La Super 1800-3i Spray Jet è una finitrice cingolata dotata di uno speciale modulo-serbatoio che contiene emulsione bituminosa. La macchina è inoltre equipaggiata con barre di spruzzatura posizionate al disotto della tramoggia, lateralmente e immediatamente prima del banco. Questo sistema di spruzzatura, alimentato dal modulo-serbatoio, provvede a spargere il quantitativo di mano d’attacco desiderato in modo sincronizzato alla velocità di stesa, prima che il banco stenda lo strato di conglomerato bituminoso. Vögele da anni ha messo a punto questa tecnologia e, con la nuova Serie 3, ha reso ancora più produttivo e accurato un metodo di stesa che ha sempre dato ottimi risultati.

Diffusa nel Nord Europa, la tecnologia Spray Jet non è molto conosciuta in Italia ed è per questo che Wirtgen Macchine ha messo a disposizione dei Clienti che ne fanno richiesta la possibilità di provare e noleggiare la finitrice. In modalità Spray Jet la Super 1800-3i può stendere fino ad una larghezza massima di 6 m ma, se impiegata come normale finitrice cingolata, può arrivare fino ad una larghezza di 9 m.

I vantaggi offerti dalla tecnologia Spray Jet non si fermano alla sola eliminazione della spruzzatrice e alle conseguenti ricadute positive di natura logistica e operativa sul cantiere, specie se questo si svolge in ambito urbano o in situazioni quali quelle tipiche degli interventi aeroportuali. I primi risultati di una serie di prove, commissionate direttamente da Vöegele AG ed eseguite su carote prelevate da diversi cantieri italiani in cui la Super 1800-1-3i Spray Jet ha lavorato, hanno infatti già messo in luce che binder e tappeto legati con questa tecnologia presentano una migliore resistenza a taglio.

La finitrice con modulo Spray Jet ha reso inoltre più semplice e preciso il lavoro presso l’aeroporto di Firenze, un vantaggio confermato anche dal Direttore di cantiere della Bindi SpA (http://www.bindistrade.it/pubblicazioni.asp), l’Ing. Elena Sturlini: “Come tutti gli interventi in ambito aeroportuale, anche quello di Firenze presentava criticità in termini di logistica e di tempistica, specie se si considera che l’infrastruttura è rimasta in esercizio per tutta la durata dei lavori. La scelta di utilizzare la Spray Jet, per oltre 10.000 dei quasi 28.000 m2 in cui si doveva ripristinare il tappeto di usura, è nata dall’idea di valutare le differenze in termini operativi con il sistema tradizionale, così da capire meglio e verificare sul campo i vantaggi offerti da questo metodo di stesa.

Indubbiamente, l’eliminazione della spruzzatrice da un cantiere in cui gli aeromobili sono molto vicini dall’area di lavoro è già di per sé un elemento positivo, senza contare poi che, visti gli spazi contenuti, un mezzo in meno fa comunque la differenza dal punto di vista della manovrabilità generale. Abbiamo poi notato sia una maggiore rapidità con cui si riesce a concludere la stesa, che una migliore precisione lungo i cordoli o le griglie per la raccolta delle acque meteoriche, dove si può procedere con la stesa a 9 m al minuto senza la necessità di dover proteggere i manufatti stessi, come invece avviene quando si stende la mano di attacco con una normale spruzzatrice. Abbiamo inoltre prelevato alcune carote per verificare se, come i primi dati di laboratorio sembrano indicare, la tecnologia Spray Jet offra anche vantaggi da un punto di vista prestazionale in termini di incremento di resistenza al taglio”.