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Il porto di La Spezia

Secondo nella classifica di movimentazione dei container in importazione ed esportazione, con oltre 1,4 milioni di TEU imbarcati e sbarcati ogni anno, è uno dei principali scali commerciali del nostro Paese

Il porto di La Spezia

Un meccanismo che richiede però la capacità dei porti italiani di utilizzare la ferrovia in modo più efficiente quindi con treni più lunghi e pesanti, limitazioni importanti che tuttora sussitono nei collegamenti tra i porti dell’arco Tirrenico e la pianura Padana e che potrebbero beneficiare del programma di sviluppo del terzo valico e della Pontremolese.

Per questo i centri intermodali come Melzo (dove Contship ha investito più di 40 milioni di Euro dal 2011) giocheranno sempre di più un ruolo fondamentale per ovviare a tale limitazione.

Il modello di cui Contship è stata antesignana prevede quindi l’aggregazione dei volumi scambiati con i porti prima che vengano instradati verso le destinazioni europee oltralpe, dove si potrà a breve utilizzare treni lunghi 750 m e in grado di trasportare fino a 2.000 t con un aumento del 25%-30% rispetto alla capacità attuale.

La Spezia rappresenta quindi da molti anni un esempio di eccellenza nel settore del trasporto containerizzato grazie alla sua capacità di sviluppare una reale integrazione tra connettività lato mare e connettività lato terra, mettendo al centro del continuo processo di miglioramento le performance di banchina con quelle di piazzale e di gate ferroviario/camionistico.

Su tali fattori giorca anche una storica sinergia con il sistema degli operatori locali (Transitari doganali, Agenti, Spedizionieri e Trasportatori), una gestione di processi doganali efficaci e veloci come il fast corridor (instradamento delle merci verso destinazioni finali senza emissione di documenti doganali e di transito) e il preclearing (avvio del processo di sdoganamento in anticipo rispetto all’arrivo della nave in banchina) che, proprio a La Spezia, hanno vissuto le prime fasi di test e roll out, permettendo al terminal di diminuire il tempo di stazionamento dei container di oltre due giorni, un beneficio che i caricatori (i proprietari della merce) possono tradurre in una diminuzione consistente dei loro costi di inventario.

Nel futuro del porto c’è dunque un processo di sviluppo volto a consolidare e accrescere ulteriormente le aree di mercato servite, offrendo al contempo reali garanzie per un impatto sempre più sostenibile dal punto di vista economico e sociale su un territorio come quello di La Spezia, che di fatto sostiene, attraverso l’efficienza del proprio porto, la generazione di una buona percentuale di PIL in aree produttive e di consumo in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.