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La protezione della mano d’attacco con latte di calce: esperienze internazionali

La protezione degli strati di mano d’attacco è ormai considerata una pratica costruttiva affermata e necessaria per garantire la costruzione di una sovrastruttura con alti standard qualitativi

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Le valutazioni sperimentali internazionali

Gli studi [2 e 3] approfondiscono la tematica dei meccanismi resistenti nello strato formato dalla mano d’attacco e da uno strato protettivo (che contribuiscono alla resistenza del giunto in esame):

  • il primo e costituito dall’irrigidimento del mastice composto dal bitume residuo dell’emulsione bituminosa e da un filler composto da idrossido di calcio;
  • il secondo meccanismo e costituito dall’ancoraggio meccanico, creato dalle particelle minerali aggiunte tra gli strati di conglomerato bituminoso, aumentando il coefficiente di attrito dello strato stesso.

Nel 2015 è stata condotta una ricerca [4] orientata a indagare la possibilità di verificare le prestazioni della mano d’attacco all’interno della pavimentazione presso il Centro di ricerca stradale belga (CCR), eseguendo test di laboratorio e una serie di test eseguiti su campioni provenienti da carotaggi su campi prova.

Per le prove di laboratorio sono state seguite due tipologie di test, che seguono le due modalità di carico all’interno di una pavimentazione reale (taglio e trazione): un test di taglio, simile al test di Leutner, e un test di trazione diretta.

Lo scopo era di analizzare l’impatto di differenti livelli di applicazione di latte di calce e confermare il livello di applicazione ottimale di 250 g/m2, dato empirico proveniente dall’esperienza sul campo.

I risultati di questo studio confermano che l’uso di calce idrata nella mano d’attacco migliora le prestazioni, parzialmente confermati dalle prove in situ: la non perfetta corrispondenza con i risultati di laboratorio è stata causata dallo scarso controllo delle condizioni per la stesa del prodotto, non tutte governabili in cantiere se non seguendo meticolosamente un’idonea procedura.

Un’ulteriore campagna di ricerca è stata effettuata in Spagna (2018) [5] al fine di sviluppare una specifica tecnologia che permettesse di proteggere la mano d’attacco e che avesse resistenze a taglio analoghe ai conglomerati bituminosi.