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La protezione della mano d’attacco con latte di calce: esperienze internazionali

La protezione degli strati di mano d’attacco è ormai considerata una pratica costruttiva affermata e necessaria per garantire la costruzione di una sovrastruttura con alti standard qualitativi

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Uno dei metodi innovativi in Italia, con alle spalle un’ampia esperienza in Europa Settentrionale, è rappresentato dallo spargimento di latte di calce diluito stabilizzato, per proteggere lo strato legante. Risultati rilevanti sono stati ottenuti in Francia, Belgio, Lussemburgo e Polonia [1].

Si è visto che l’applicazione di latte di calce limita il degrado degli strati leganti a causa del traffico da cantiere, limita lo sporco e facilita la pulizia dei mezzi di cantiere. Inoltre, l’acqua all’interno della soluzione permette una diminuzione della temperatura superficiale per evaporazione, impedendo l’adesione della mano d’attacco agli pneumatici del traffico da cantiere.

  • latte di calce
    1 uni pr
    Il processo di stesa del latte di calce
  • bitume
    2 uni pr
    La variazione della temperatura di rammollimento in funzione del rapporto filler/bitume
  • filler
    3 uni pr
    La variazione della resistenza a taglio al variare della concentrazione del latte di calce

Il latte di calce composto semplicemente da acqua e calce idrata non è risultato idoneo all’applicazione in situ, a causa del rapido deposito delle particelle di calce idrata, di densità pari a 2,2 kg/m3. Il latte di calce usato per queste specifiche applicazioni è composto da additivi polimerici, che limitano la sedimentazione, creando una sospensione omogenea.

Questo articolo raccoglie una revisione dello stato dell’arte a livello internazionale sulla tecnica della protezione delle mani d’attacco con latte di calce.