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Astaldi: dopo offerta Salini nuove certezze per lavori in Italia

(come riportato da Alessandro Arona – Edilizia e Territorio)

Astaldi ha lavori in Italia per una quota residua contrattuale di circa 5 miliardi di euro, di cui 3,9 miliardi da avviare. In due casi i cantieri si sono fermati nei mesi scorsi a causa della crisi del numero due delle costruzioni: il completamento del Nodo ferroviario di Genova (67 milioni da realizzare, 100% Astaldi) e il maxilotto 2 del Quadrilatero stradale Marche-Umbria (circa 70 milioni a finire). In altri casi, come M4 Milano, erano molte le preoccupazioni.
Per questo l’offerta di Salini Impregilo per il controllo della società (depurata dalle concessioni) e la presentazione del piano concordatario, entrambe avvenute ieri, danno ora certezza alla prosecuzione dei cantieri e alla continuità occupazionale.

Tra gli altri cantieri Astaldi in corso, il metrò automatico M4 a Milano (circa 300 milioni residuo Astaldi), il lotto Mules 2-3 per la ferrovia del Brennero (circa 320 milioni), il metrò C di Roma (circa 270 il residuo Astaldi). Poi i cantieri da avviare, tra cui in particolare il megalotto 3 della statale Ionica in Calabria (576 milioni Astaldi), l’alta velocità Verona-Padova (900 milioni di Astaldi), la ferrovia Bicocca-Catenanuova in Sicilia (64 milioni la quota), sulla Napoli-Bari il lotto Napoli-Cancello (160 mln) e Apice-Hirpinia (600 milioni tra Astaldi e Salini Impregilo). In molti casi Astaldi è in cordata con Salini Impregilo (M4 Milano, Ionica, Tav Vr-Pd, Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia), il che spiega anche l’interesse di Salini alla stabilizzazione della società.

Questa la ricostruzione dei cantieri di Astaldi in Italia, aggiornata al dicembre scorso.

I CANTIERI BLOCCATI/RALLENTATI
1) Nodo ferroviario di Genova (67 milioni, 100% Astaldi). Si tratta di lavori di completamento delle gallerie Colombo, San Tommaso e Polcevera, nell’ambito del programma di potenziamento del Nodo ferroviario di Genova. Nel 2016 ci fu il primo blocco delle lavorazioni, giunte solo al 40% dell’esecuzione, con la rescissione contrattuale tra Rfi, committente dell’opera, e il consorzio allora incaricato (Consorzio stabile Eureca: Cmb, Unieco, Clf), per crisi aziendale. Ad aprile 2018 Astaldi è subentrato nel contratto, con 67 milioni di euro di lavori residui, ma nell’autunno scorso i lavori si sono fermati.

2) Quadrilatero Marche-Umbria, maxi lotto 2 (circa 500 milioni, lavori al 100% Astaldi).
Si tratta dei lavori per il potenziamento della diretrice stradale Perugia-Ancona e della Pedemontana delle Marche. La crisi di Astaldi (capofila dal 2015 del general contractor Dirpa 2 Scarl) sta incidendo direttamente sui cantieri in corso, e cioè il sub lotto 1.1 da 404 milioni di euro ( SS76 Fossato di Vico-Cancelli e Albacina-Serra San Quirico) e il 1° lotto funzionale della Pedementana delle Marche (Fabriano-Matelica), da 91 milioni, sempre parte del Maxi-lotto 2.
Il Maxi-Lotto 2, aggiudicato nel 2006, ha incrociato sulla sua strada le crisi di tre medie e grandi imprese di costruzione. Prima Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) , prima aggiudicataria e andata in amministrazione straordinaria nel 2010; nel 2011 il commissario affida il ramo d’azienda ad Impresa Spa, ma anche questa va in crisi e finisce in amministrazione Marzano nel 2013. Nel 2015 il nuovo commissario cede il ramo d’azienda ad Astaldi, e l’Anas tira un sospiro di sollievo («Finalmente siamo nelle mani di un big», commentavano allora). Niente da fare: nell’estate 2018 anche Astaldi entra in crisi, e il 28 settembre chiede al Tribunale di Roma il concordato preventivo in bianco.
In tre anni, dal 2015 a oggi, Astaldi ha portato l’avanzamento dei lavori dal 40 all’87%. «Fino al giugno scorso – spiega l’Anas con una nota del 23 novembre – i cantieri procedevano a ottimo ritmo, in linea con il cronoprogramma, poi da luglio i lavori sono progressivamente rallentati, e ad oggi sono fermi».
«Tali difficoltà – prosegue l’Anas – hanno naturalmente creato non solo problemi all’avanzamento dei lavori e alle attività tecniche affidate al Contraente Generale, ma anche conseguenze importanti sul tessuto economico locale, specialmente per le PMI coinvolte nella realizzazione dell’opera». L’Anas precisò comunque che «esiste un limite normativo alla potestà della stazione appaltante che non permette di subentrare nei rapporti – di natura privatistica – tra Contraente e soggetti terzi, confermato anche da recenti Sentenze del Tribunale di Roma».

I CANTIERI IN CORSO 
1) Metropolitana di Napoli, linea 1, stazione Capodichino (98 milioni, Astaldi al 66,85%). Opere civili e impianti per la stazione di Capodichino, nell’ambito della concessione MN Metropolitana di Napoli. L’ultimazione dei lavori è prevista nel secondo semestre 2021.
2) Progetto Intraflegrea e bretella ferroviaria di Monte Sant’Angelo (230 milioni, Astaldi 51%) . Affidamento a general contractor da parte della Regione Campania, lavori compositi in ambito urbano nei Comuni di Napoli e Pozzuoli, tra cui la bretella ferroviaria di Monte Sant’Angelo, ampliamento e adeguamento del porto di Pozzuoli, parcheggio multipiano a Pozzuoli, sistemazione del lungomare e e della viabilità di Pozzuoli. L’ultimazione dei lavori è prevista tra il 2019 e il 2022.

3) Metropolitana di Milano, linea 4 (1,1 miliardi di euro il valore del contratto EPC, di cui il 50% in quota Astaldi, l’altra metà a Salini Impregilo). Lo scavo meccanizzato con Tbm è stato completato nei primi mesi dell’anno, i lavori per la nuova metropolitana leggera automatica dovranno conludersi entro il luglio 2023. Per ora tutto procede senza rallentamenti.

4) Tunnel di base del Brennero, lotto Mules 2-3 (993 milioni, 42,51% in quota Astaldi). Lavori avviati a settembre 2016, è il più grande lotto italiano per la galleria di base del Brennero (prevede scavi in parte con Tbm e in parte con metodi tradizionali). Affidato per 993 milioni di euro al raggruppamento costituito da Astaldi S.p.A., Ghella, Oberosler, Cogeis. Nonostante le crisi di Oberosler prima e di Astaldi da fine settembre, il committente Bbt assicura che i lavori proseguono senza intoppi, anhe grazie alla solidità finanziaria di Ghella. Ad oggi sono stati realizzati 11,8 km dei circa 65 km di scavo previsti nel lotto che corrisponde al 23% del totale. I lavori dovranno concludersi entro la fine del 2023.

5) Metropolitana di Roma, Linea C (3,26 miliardi il valore del contratto a general contractor, di cui 2,6 mld per la parte finanziata, di cui il 34,5% in quota Astaldi). Progettazione, lavori civili e tecnologici, fornitura materiale rotabile per metropolitana leggera automatica. Lavori avviati nel 2013, completata e aperta al traffico la tratta Pantano-San Giovanni (20 km, 22 stazioni). Lavori in corso sulla tratta T3 San Giovanni-Colosseo (3,6 km, 2 stazioni, 792 milioni), completamento lavori entro il 2022.

CANTIERI DA AVVIARE 
1) Statale Ionica 106, megalotto 3 (960 milioni, general contractor Sirio, Astaldi al 60% mandataria). Il restante 40% è di Salini Impregilo. Costruzione nuova tratta della superstrada da Sibari (Ss 534) a Roseto Capo Spulico, 38 km, tre gallerie naturali e 10 artificiali, e 18 viadotti. La storia di quest’opera è lunga e travagliata (si veda il servizio): gara a general contractor su progetto preliminare nel 2008, contratto firmato solo nel 2012 per ritardi ai finanziamenti, progetto definitivo approvato solo con la delibera Cipe 3/2018, andata in Gazzetta il 2 agosto scorso. Dopo le modifiche progettuali i costi sono aumentati da 276 a 286 milioni per il 1° stralcio e da 958 a 1.049 milioni per il secondo, con costi complessivi così saliti da 1.234 a 1.335 milioni di euro (di cui da 818 a 960 milioni la parte in appalto alle imprese).
Nell’ottobre scorso l’allora Ad dell’Anas Gianni Armani ha denunciato a «Edilizia e Territorio» ritardi nella consegna del progetto esecutivo motivati da problemi di liquidità di Astaldi, ma la società ha replicato che sulla prima tratta il progetto esecutivo è stato consegnato già nel maggio scorso e «per quanto riguarda la seconda tratta – prosegue la nota di Astaldi – Anas ha dato ad Astaldi l’ordine di inizio attività per la progettazione in data 18 settembre 2018 e Astaldi ha a disposizione 180 giorni, come da contratto, per la consegna del progetto esecutivo. Il Gruppo Astaldi è naturalmente già al lavoro per consegnare anche questa progettazione nel più breve tempo possibile, in anticipo rispetto alle scadenze contrattuali».

2) Alta velocità Verona-Padova (circa un miliardo di euro in quota Astaldi). Si tratta dei lavori nell’ambito della concessione Iricav Due del 1991, general contractor del quale Astaldi detiene oltre il 40%(gli altri soci sono Salini Impregilo poco sotto il 40%, Ansaldo STS, Fintecna, con la quota Condotte di recente diluita e congelata, ma con la possibilità che torni all’originario 11,35% se la società troverà le risorse). L’intera tratta vale 4.834 milioni di costo complessivo (la quota al general contractor è più bassa, stimata 900 milioni la quota Astaldi). Nel luglio scorso è andata in Gazzetta la delibera 84/2017, che approva il progetto definitivo del primo lotto funzionale Verona-Bivio Vicenza da 2.713 milioni, e autorizza l’avvio del primo lotto costrutivo da 984 milioni di euro. Su indicazione del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, però, Rfi non ha ancora firmato il contratto con Iricav Due, dunque di fatto l’opera è in stand by.

NUOVE COMMESSE 2018-2019
1) Ferrovia Bicocca-Catenanuova (186 milioni, di cui il 34,226% in quota Astaldi). È stato frmato il 16 febbraio scorso il contratto da 186 milioni di euro per la progettazione esecutiva e i lavori di raddoppio del tratto ferroviario Bicocca–Catenanuova, parte integrante della nuova linea Palermo-Catania. La durata dei lavori è prevista in 54 mesi, comprensiva di sei mesi di progettazione. Rfi prevede la consegna dei lavori prima di Natale.

2) Ferrovia Napoli-Bari, lotto Napoli-Cancello (397 milioni, di cui il 40% in quota Astaldi).
Il lotto costa complessivamente 800 milioni di euro, di cui 400 milioni la parte affidata in appalto alle imprese di costruzione: Rfi ha fatto sapere il 21 novembre che i lavori sono stati consegnati all’Ati formata da Salini Impregilo e Astaldi. Il bando di gara era stato pubblicato da Rfi nel luglio 2016, con gara aggiudicata il 23 marzo 2017, e contratto firmato il 22 dicembre 2017. Da allora l’Ati ha elaborato la progettazione esecutiva, poi è stata effettuata la bonifica degli ordini bellici e le indagini archeologiche, approvate dalla Soprintendenza. Ora partono i lavori veri e propri per la costruzione della nuova linea. Nonostante i tempi lunghi di avvio (due anni e 4 mesi dal bando di gara), Rfi conferma – come da programma iniziale – che i lavori saranno conlusi entro il 2022.

3) Ferrovia Napoli-Bari, lotto Apice-Hirpinia (601 milioni, 100% di Salini Impregilo e Astaldi).